Di seguito sono consultabili gli approfondimenti riguardanti
aroma.mu

 

L’argomento inerente le patologie croniche del metabolismo non è nuovo e coinvolge concetti in cui si impegnano continuamente  tanti ricercatori nel mondo. Sinora sono considerate quali insieme eterogeneo e solo parzialmente definito di oltre 500 patologie sin qui note ( un 40-50 è soggetto a screaning). Tutte sono accomunate dal deficit, alterazione, insufficienza o polimorfismi di uno o più  enzimi intracellulari e specifiche per  arrecare danni sistemici lenti e progressivi. Queste peculiarità differenziano queste patologie dalla clinica delle patologie acute e subacute, peraltro spesso persino espressione sintomatologica delle prime. Ritenerle causate da polimorfismi genetici è opinione dominante e la maggior parte di queste si evidenzia col progredire del corso della vita  ed al variare di contesti geografici, alimentari  e culturali (  https://www.osservatoriomalattierare.it/malattie-metaboliche ).

Ad esempio: -La tendenza di alcuni a smaltire scorie tossiche esogene ed endogene molto meno o affatto rispetto ad altri (polimorfismo del CP450, glutatione, SOD, catalasi , niacina etc.). -Difficoltà delle funzioni circolo coagulative ( fattV, omocisteina, cardiolipina etc.). -Anomalie fra proteasi ed antiproteasi (prostaglandine etc.). -Differenti capacità della catena respiratoria e del krebs. -Differenti potenzialità degli eicosanoidi.

Come si evidenziano  le patologie croniche del metabolismo La scienza medica non è nata con trial clinici\doppio cieco, bensì con “evidenze basate sui fatti ”, ovvero solo eventi ripetitivi fanno emergere gli studi individuali, le meta.analisi, e le progressive statistiche che quando raggiungono grandi numeri, divengono“probabilità diagnostiche”. Questo concatenarsi esperenziale fra eventi e sospetto di una causa comune  sta evidenziando patologie misconosciute, croniche ed ingravescenti tanto che vengono creati concetti di “terapie orfane ”(farmaci utilizzati per scopi estranei all’utilizzo usuale) e “patologie orfane” anch’esse anomale, rare e non codificate in modo standardizzato ma pur tuttavia esistenti. Lo stesso concetto di “malattia rara” ( 20 casi su 10000 e precedentemente 5\10000)   sta perdendo valore di rarità  con l’avvento della genetica e della standardizzazione delle analisi tanto che ci stiamo orientando verso la consapevolezza di cause metaboliche complesse\miste\composte  piuttosto che singole anomalie rare e ben definite. Queste nuove realtà possono e debbono far molto riflettere noi terapeuti sul fatto che,  grazie alle aspettative attuali di vita, le patologie metaboliche stanno divenendo più evidenti, costose e poco gestite di quanto sia mai avvenuto in epoche passate. Basti pensare che sino al 1700 l’aspettativa di vita era ancora intorno ai 35 anni  e le patologie dominanti erano, ovviamente, acute o al massimo  subacute.   

E’ un settore sempre più ampio nella clinica medica Dovremo abituarci al fatto che le patologie croniche metaboliche sono multifattoriali e coinvolgonpo molti organi ed apparati (non uno specifico e singolo organo) e  l’iperespressione patogena dell’aromatasi è una ben precisa e  progressiva patologia sistemica multifattoriale che danneggia praticamente l’intero sistema biologico; forse il regista dei mali della vecchiaia.

L’aromatasi è un fisiologico enzima della classe dei CP450 (CYP19A1 sul cromosoma 15p21.1).

La sua funzione è determinante a garantire una presenza estrogenica (anche tramite conversione del testosterone) in contesti socio-geografico-culturali ad eccessiva dominanza androgenica maschili in ambo i sessi, regolando la crescita ossea, i livelli di glucosio ematico e stabilizzare l’asse androgenico umano. Immaginiamo le molteplici culture umane che, fino a pochi anni fa e per circa 150-180000 anni, hanno sempre dovuto iperutilizzare muscoli (adiponectina e lectina sciogligrasso), continuo movimento e sforzi estremi (testosterone e dht), minor durata della vita ormonale e biologica (35 anni sino al 1700). Ebbene, senza una minima controparte enzimatica dell’aromatasi, non avremmo avuto neanche procreazione per androgenismo acquisito femminile stanti i successivi eventi ormonali condizionati dalla brevità della vita. L’enzima é prodotto nei tessuti grassi, cervello, reticolo endoplasmatico cellulare (già a livello fetale), muscoli, connettivo, surrene, ovaie, prostata, endometrio, placenta e forse in altri organi. Possiamo persino sospettare che sia pressoché ubiquitaria nel corpo umano confermando la sua essenzialità biologica, metabolica ed ormonale. E’ presente nel reticolo endoplasmatico cellulare già in età fetale proprio per sovrintendere il dimorfismo sessuale e proteggere gli estrogeni da una eventuale prevalenza del testosterone.

Ma quali sono le modalità metaboliche proprie dell’aromatasi? La sua attività biologica periferica è coinvolta, oltre che nella produzione e conversione degli steroidi in estrogeni, nella gestione degli zuccheri (tende a preservarli come depositi); altrettanto fa con i grassi (con evidente accumulo e liposintesi, sino a convertire gli zuccheri in lipidi) e tende a prediligere fonti energetiche tramite consumo di proteine (di qui la tendenza a generare perdita di massa magra).

Quindi: -risparmio di glucosio (va progressivamente in deposito con progressiva iperglicemia e trasformazione in lipidi); -iperlipidemia sia per conversione del glucosio, sia per messa a risparmio e deposito (iperlipidemia dermico-connettivale), peri ed intra muscolare (glicosilazione), intraorganica (steatosi). -protidolisi come fonte primaria e prevalente di produzione di ATP e progressiva perdita di massa magra, forza ed elasticità.

Questa impostazione richiede modifiche di molti catalizzatori psico-neuro-endocrinologici. Aumenta prolattina e stimola ossitocina (fuori gravidanza ed allattamento-35 ricerche pubmed). Aumenta la componente FSH a discapito della LH. Diminuisce il progesterone ma facilmente aumenta il cortisolo (sequestro del progesterone). Si impegnano molto le surreni (sequestro del pregnenolone ) con diminuzione del DHEA. Calo di dopamina, testosterone libero, adiponectina, leptina, glucagone. Modifica delle funzioni dell’insulina con tendenza alla resistenza insulinica.

In sintesi, l’aromatasi agisce rallentando le funzioni biologiche reattivo-aggressive nel sociale a vantaggio della tutela di obiettivi metabolici più adatti ad un contesto intrafamilare.

I modelli adattativi antropologici pregressi (genetica, adattamento ambientale-geografico, biotipologie culturali etc), ossia tutti quei meccanismi metabolici adibiti a proteggere e favorire la creazione di una famiglia in un contesto esistenziale caratterizzato da prevalenza androgenico-virilizzante non sono più realistici e funzionali, ameno in un ambito esistenziale occidentale medio, ove il clock biologico che  si va spostando verso ed  oltre 100 anni, con vita meno cruenta, supporti sanitari e tecnologici e quanto altro, caratterizza una popolazione agiata e fisicamente ipoattiva.

Prendo ad esempio il polimorfismo di montagna (ad esempio spesso i rami familiari vengono da zone interne con notevoli dislivelli di a.s.m.) dove l’alimentazione è sempre stata ricchissima di proteine animali, vegetali, con poche radici ed una carenza notevole di carboidrati in un contesto ambientale/montano di altissimo impegno muscolare.

Senza una spinta particolare forte dell’aromatasi non ci sarebbero state gravidanze (peraltro è notoria la difficoltà a generare figli in montagna).   https://www.istat.it/it/files/2014/11/Pillole-ASI-_2014.pdf.

L’iperespressione dell’aromatasi (in passato indispensabile mezzo di tutela degli estrogeni) attualmente sia  per il persistere di  polimorfismi genetici fuori tempo (genetico-geografico-culturali), sia per modifica delle condizioni nutrizionali (eccesso di zuccheri) e ambientali (netta diminuzione dell’attività fisica e logevità)  sta generando una nuova patologia metabolica cronica sistemica, cui facciamo poco caso in quanto interveniamo sui singoli meccanismi conseguenziali ritenendoli, erroneamente me, patologie a se stanti.

Alcune cause di iperespressione

A)  Polimorfismi genetici

Sono quelli che permettono di avere una visione d’insieme di tante situazioni cliniche, troppo spesso interpretate in modo frazionato e separato fra loro. Sono, per ora, noti alcuni: C1672T- C>T, , T.T.,C.C (etero o omozigote ) che da alcuni studi in corso si ritiene che  tenda a rendere l’aromatasi più espressa. L’evidenza basata sui fatti indica un nesso fra sintomi da iperespressione e questo specifico polimorfismo (soprattutto con polimorfismi C e\o T) riscontrata in circa 15 casi in un arco relativamente breve e pur in assenza di un supporto istituzionale, sebbene richiesto. Siamo quindi in un contesto di ricerca “non supportata”  che attualmente rientra nelle “diagnosi orfane” per “malattie orfane e terapie orfane” ( Istituto di ricerca genetica Università di Tor Vergata a Roma).

B) Secondaria

L’argomento è solo introduttivo poiché qualsiasi stress metabolico protratto genera un particolare scompenso degli equilibri ormonali con attivazione di un altalenare fra DHT ed aromatasi e, basandosi sulle ricerche aspecifiche in merito si può accedere alla classificazione che segue.

-Qualsiasi stress surrenalico protratto (denutrizione, malassorbimenti, malattie debilitanti, stress psicofisico, eccesso di attività agonistica, patologie autoimmuni, traumi fisici persistenti con ipercollagenasi). Prima c’è il sequestro del pregnenolone e del DHEA_S per sostenere il cortisolo antiinfiammatorio, poi avviene l’esaurimento del testosterone libero (sostituito dal dht) e gli estrogeni prendono il sopravvento compensatorio al dht. Solo le cause autoimmuni al 2016 sono negli USA almeno 80 milioni con 50 milioni di malati diagnosticati. -Terapie iatrogene psicofarmaci sedativi, antiandrogeni, cibi ad alto contenuto estrogenico e aromatasico (zucchero per primo). -Vita sedentaria ed ipoattiva con alimentazione grassa e ricca di zuccheri, tutte situazioni in cui l’unica compensazione è il DHT e la controparte aromatasi. -Senescenza metabolica: meglio definibile come vecchiaia ove tutti i sistemi ormonali decadono e solo l’altalena DHT \aromatasi consente di resistere agli eventi. -Anomalie nutrizionali-assimilative-respiratorie-circolatorie: la carenza, a qualsiasi titolo, di fattori necessari alla funzionalità metabolica e dell’ATP, genera carenza metabolica e calo della dopamina-testosterone libero-cortisolo con sopravvivenza aromatasico-dht ( difetti della carnitina, del q10, del pancreas , etc..) . -Parassitosi intestinali: sembrano (13 ricerche rassegnate in pubmed) generare una ipercollagenasi e progressiva formazione aromatasica adattativa.  Definibile come xeno-estrogeni o colite autoimmune legata ad estrogeni. Il ragionamento parte dalla Wolbachia, batteri Gram-negativi, non sporigeni, parassiti intracellulari obbligati, che infetta diverse specie di artropodi, inclusa un'alta porzione di insetti (circa il 60% delle specie), come pure alcuni nematodi. Uno studio è giunto alla conclusione che oltre il 16% delle specie di insetti siano portatori di questo batterio ed addirittura il 25-70% di tutte le specie di insetti sia un potenziale ospite. Otto ricerche rassegnate su pubmed, mentre https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Wolbachia+estrogeni 2017 collega i due eventi. Abbattere questa infestazione abbassa anche lo SHBG.      

Inoltre qualsiasi stress surrenalico, autoimmune (ne abbiamo almeno 80 e negli USA 50 milioni di malati diagnosticati), psiconeuroendocrinologico, traumatico, inattività, terapie ormonali androgeniche o, al contrario, per ipogonadismo, gravi patologie digestivo. assimilative, carenze proteiche, persino parassitosi, esacerbazione ossidativa e\o sovraccarico tossinico etc..) ove il cortisolo sale persistentemente, scende il deidroepiandrosterone (dhea) e l’organismo compensa con produzione di DHT ( deidrotestosterone 6-8 volte più attivo di quello libero-normale) e  conseguentemente tentativo compensatorio con iperproduzione di aromatasi. Ciò che lo caratterizza è un sistemico cambiamento delle precedenti funzioni psico-neuro-endocrinologiche (nella genetica ciò avviene in pubertà mentre nell’adulto compare persino in tarda età).

Sintomi guida al riconoscimento dell’iperespressione dell’aromatasi

Va premesso che basandosi esclusivamente su una “ricerca progressiva e verifica basata su fatti evidenziabili” esistono sin qui conferme con dati internazionali (pubmed ).  Inoltre ricercando in ambito genetico una risposta ad alterazioni endocrinologiche familiari si evidenzia con maggiore risalto la possibilità di associare molti plausibili sintomi in una unica causa comune.

Si precisa, inoltre, che le fonti accademiche e farmaceutiche, quando interpellate in occasione di casi clinici, dichiarano di comprendere il problema ma non hanno fondi per occuparsene e spesso si richiede al terapeuta di farsi carico dei costi della ricerca.

Sintomi aspecifici indicativi

1) Sovrappeso progressivo in alimentazione corretta e contenuta Si tratta di un sovrappeso specifico della zona perigastrica, addominale alta e sovrapubica. Ad esempio nei giovani questa situazione può iniziare dopo la pubertà (cambio di funzioni ormonali) laddove un sovrappeso di origine alimentare si evidenzierebbe già nella prima infanzia. Più evidente è la comparsa, quasi improvvisa, ad un certo punto solitamente avanzato della vita, pur proseguendo un’alimentazione abitudinaria normoglucidica e ipolipidica. Si conferma quando le analisi tiroidee non sono alterate. Si può sospettare nei grandi obesi o in quanti non riescono a dimagrire in nessun modo. 2) Perdita di massa magra anche in presenza di media ma anche importante attività sportiva E’ una situazione di strano limite alle potenzialità agonistiche ed è anche la situazione di quanti perdono massa magra dopo pochi giorni dall’interruzione di un allenamento quotidiano. Anche questa situazione è ampiamente nota in tutti gli ambiti sportivi. 3) Astenia psico fisica persistente classico caso per individuo che etichettiamo affetto da pigrizia o depressione, la circostanza è plausibile considerando che anche la dopamina cala in questa situazione. Questo aspetto è costantemente confuso con tante altre interpretazioni ma in questo caso anche il calo della dopamina è secondario all’iperespressione  aromatasica e non a fattori teorici nonché imprecisati. 3) Elevato colesterolo ed iperlipemia indipendenti da alimentazione naturalmente escludendo altre cause genetiche (ad esempio la “familiare genetica” alterazione da apolipoproteina B100 su cui comunque si potrebbe approfondire la riflessione). 3.1)  Steatosi di organi quali  fegato e pancreas solitamente addebitata a generici errori nutrizionali. 4) Positiva curva da carico del glucosio o emoglobina glicata (HbA1c) pur stando molto attenti agli zuccheri. 5) Valore basso del progesterone -DHEA-testosterone libero-dopamina urinaria. 6)  Tendenza a prolattinoma. 7)  Alto valore FSH valore e basso LH   fibromatosi e mastopatia. 8)  Aumento delle collagenasi ( cox2-il6-). 8.1)  Coinvolgimento della tiroide (161 articoli pubmed) ancor più quando i valori tiroidei standard sono più o meno nella norma. 8.2) Calo dopaminico molti studi collegano i due differenti meccanismi ormonali (104 studi pubmed in merito a questo argomento).

Andando avanti negli anni: 9)  Aumento carico tossino endogeno. 10) Artrite da iperattività collagenasi. 11) Ipotiroidismo ed iposurrenalismo-calo dell’asse ipotalamo-ipofisi-testosterone-aumento DHT.

Come é evidente, tutti i sintomi  elencati, allorchè presi separatamente, divengono propri a tante patologie già note e per le quali esistono terapie selettive e specifiche ma sempre in termini clinici circostritti al quadro clinico sintomatico o d’organo coinvolto. Si ribadisce che solo la forma genetica è chiaramente confermabile mentre le forme secondarie possono migliorare solo sul principio dei “risultati nei fatti”.

 

Pubmed si è dimostrato la migliore fonte di approfondimento e conferme prinicipalmente perchéin quanto consente una obiettiva indagine olistica ,se preferiamo. “visione metabolica” cliniche poichè consente una indagine d’insieme, se vogliamo olistica, si tratta di un motoredi ricerca scientifico che rassegna molto materiale altrimenti difficile da reperire e spesso sorprendente e  sconosciuto. Daltronde ciò  è quanto avviene per le prinicipali  patolgie metaboliche che, sia perchè a lenta\ subdola evoluzione, sia perchè trascurate per inseguire i molterplici sintomi conseguenziali, non si arriva mai a focalizzarle in quanto cause primarie. Elenchiamo quanto emerge in merito all’aromatasi da un approccio non dettagliato anche  su pubmed. Non dettagliato perchè molte domande scientifiche ricevono  risposte eccessivamente numerose: ne è esempio “sugar phatologies” sono 36.255 e  “sugar “ sono  491.505 al 2018.

-Aromatase:16227--Aromatase overexpression:259-Aromatase genetic overexpression 63--Prostate aromatase  457-Aromatase obesity 404-Aromatase steatosis  44-Aromatase diabetes 242-Aromatase parkinson 7-Aromatase epilepsy  33-Aromatase cancer  8047-Aromatase depression  135-Aromatase Alzheimer 33-Armomatase ed eicosanoid 185-Aromatase  and parasites  13-Aromatase end sugar  73   Aromatase autism 15 ; Aromatase empaty 2- Aromatasi ed endometriosi(  ). -Epilessia  (  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15123030  2004) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15853482)(aggrava o partecipa nel  parkinson, alzheimer e demenza senile. -Patologie autoimmuni (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=overexpression+of+autoimmune+aromatase   2018, -Esaurimento precocese del telomerasi: 15 ricerche ( aromatase and telomerase ), -Alterazioni tiroidee (154 ricerche).In pratica si scompensa l’asse psico-neuro-endocrinologico *Inibizione della funzionalità della leptina deputata ad inibire il centro della fame : 146 ricerche pubmed . Es: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31229779 2019 ove si evidenzia il nesso fra le due componenti . -Inibizione dell’adiponectina che serve proprio a bruciare i grassi  e ne consegue una specifica *Inibizione lipolitica tissutale (49 Ricerche pubmed. Es: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28323914 ove si evidenzia il nesso con aromatasi e carcinoma mammario. -Zucchero ( 73 ricerche pubmed) argomento vasto e spinoso cui semplicemente si reinvia per l’estrema ampiezza del problema (oltre 490.000 articoli) -Autoimmuni: Su pubmed ad “autoimmune aromatase” 46 ricerche. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=overexpression+of+autoimmune+aromatase Qui l’accenno è preciso. Altri articoli , pur contraddittori mostrano uno strano legame fra patologie auotimmuni ed estrogeni (spesso evidenziate da terapie con inibitori). https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29573619 Anche qui viene indicato l’estrogeno come un male necessario ma da controllare. -Anomalie delle proteine, arginina (sostituita dalla canavanina su errori alimentari), carnitina, Q10  generano un quadro simil “iperaromatasi”. Parimenti anomalie epatiche o renali vanno a diminuire la produzione endogena dell’aminoacido -Parassitosi  puo  indurre una forma acquisita di aromatasi a causa del progressivo deterioramento metabolico -Aromatasi e cefalea  (al piu  vasomotoria-vasocostrittiva) . espressione dell’aromatasi. (34 ricerche) -Aromatasi e personalità iperemotiva: una sua iperespressione obbliga l’individuo ad oscillare fra iperestrogenismo ( stanchezza, ipotenzione) e deidrotestosterone ( DHT) * 15 ricerche su “aro-matase autism” (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30442903) Andando ad approfondire su pubmed : -Perdita o calo del desiderio sessuale in ambo i sessi (impotenza, sterilità, ipospermia, poichè resta basso il testosterone libero). -Calo dei neuromodulatori reattivi (cala la dopamina , CRF, adrenalina, ed aumentano quelli sedativi : gaba, prolattina). -Eccesso infiammatorio (aumento cox 2 e IL-1-2 , enzimi proteolitici, collagenasi) con aumento fenomeni proteasici ( deterioramento articolare, legamentoso, osteo articolare). -Calo immunitario per molteplici cause secondarie. -Aumento della tendenza tumorale e non solo negli organi steroidei (mammella, utero, prostata, testicolo) a causa del persistente aumento dei fattori proinfiammatori. -Tendenza depressiva-astenica-abulica ed ipersensibile ( aumenta anche la ossitocina che dovrebbe esserci solo nelle donne che allattano). -Tendenza trombizzante e vasculopatie peggiorndo patologie tromboemboliche sottostanti. -Tendenza ad ipossigenazione intracellularee anaereobiosi. -Progressiva fatica tiroidea (anche se questo argomento va elaborato)154 ric. pubmed. L’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide non può restare indenne dinanzi a questa condizione. -Nella donna è evidente l’ampio coinvolgimento conseguente ad un iperestrogenismo secondario (patologie utero e mammelle). -Grave fatica surrenalica (cala il dhea, pregnenolone, risale il cortisolo etc.). -Alterazioni gravidico-procreative-abortive-spermatiche. -Insufficienza pancreatica peggiora o è causata dall’aromatasi poiché diviene carente l’azione lipolitica del pancreas esocrino -Endometriosi: recentemente gli inibitori dell’aromatasi sono stati proposti per ridurre la sintomatologia algica, ma anche ( soprattutto) eradicano anche la malattia. -Patologia prostatica poichè genera un testosterone alterato (DHT per attivazione 5-alfa-reduttasi). Sembra esserne la causa unica. A 70 anni il 75% dei maschi ha un tumore prostatico. La malattia prostatica aumenta con la vecchiaia quando i livelli sierici degli androgeni sono in declino.Quidi aromatasi + DHTA. Pubmed 144 ricerche “ aromathasis and prostatic pathology” -Patologie gastroesofagee (aumento istamina, risalita diaframma) -Può causare epilessia  da pubmed  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15123030  2004 risulta che un eccesso di aromatasi e conversione del testosterone in estrogeni possa causare crisi epilettiche .Situazione che risultò migliorata da una terapia con antiaromatasi ( letrozolo). -Può essere causa o aggravante di fenomeni neuronali quali il parkinsono alzheimer o demenza senile con aspetti legati sia all’Alzheimer che al parkinson. -185 Ricerche pubmed collegano l’aromatasi agli eicosanoidi tramite le PGE2 (proinfiammatorie) e collegando prostata, cancro e prostaglandine ( eicosanoidi) all’aromatasi -Esiste anche un grande settore di ricerca che potrebbe aver sovrapposto due parametri clinici di rilevanza oncologica: mutazione proteina BRCA1 (origine di tendenza tumorale estrogenica) che potrebbe benissimo essere conseguenza della iperespressione dell’aromatasi e non patologia a se stante. Tuttavia le ricerche su brca1 risalgono a prima del 2008 mentre l’analisi aromatasi CYP19 A1 è eseguibile non prima del 2013-2014.

0) Aromatasi e patologie autoimmuni https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=overexpression+of+autoimmune+aromatase   2018 La "dominanza degli estrogeni" danneggia i tessuti, portando a malattie autoimmuni e neoplasie. 00) Aromatasi ed eicosanoidi ( eicosanoid aromatase) :185 ricrche pubmed. Si attiva la prevalenza di eicosanoidi “cattivi” proinfiammatori. 000) Aromatasi e telomerasi: 15 ricerche ( aromatase and telomerase ) 3 ricerche a “ aromatase telomere pathology” 1) Leiden ed aromatasi il leiden  viene peggiorato dalla iperespressione dell’aromatasi 2) Eccesso di zuccheri ipertrofizza aromatasi .73 ricerche pub med. 3) Prostata ed aromatasi: la malattia prostatica aumenta con la vecchiaia quando i livelli sierici degli androgeni sono in declino.Quidi aromatasi + DHTA. Pubmed 144 ricerche “ aromatasis and prostatic pathology” 4) Sindrome metabolica (raven, s.x etc..) ed aromatasi: sono talmente tante le evidenze che resta solo da documentare che la “madre è l’aromatasi”. A “metabolic and aromatase syndrome” 114 ricerche su pubmed. 5) Iperespressione genica aromatasi è malattia riconosciuta :genetic overexpression aromatase therapy (20 articoli)  ed uno del  2014 riporta  Sovraespressione di aromatasi codifica CYP19A1 provoca una malattia genetica rara denominata sindrome da eccesso di aromatasi (AEXS). Il trattamento con un inibitore dell'aromatasi sembra essere di beneficio ai pazienti con AEXS, sebbene la sicurezza a lungo termine di questa classe di farmaci rimanga sconosciuta. 7) E’ inibita dalla IL-10 (l'interleuchina 10 è una citochina anti-infiammatoria) laddove  l’interleuchina1 dovrebbe essere  l’interruttore che attiva o no la 10 ed , al contrario la IL2  attiva l’ipertrofia e l’infiammazione. 8) Teoria dei parassiti intestinali iperestrogenizzanti : definibile come xeno-estrogeni o colite autoimmune legata ad estrogeni

Il ragionamento parte dalla Wolbachia batteri Gram-negativi, non sporigeni, parassiti intracellulari obbligati che infetta diverse specie di artropodi, inclusa un'alta porzione di insetti (circa il 60% delle specie), come pure alcuni nematodi. Uno studio è giunto alla conclusione che oltre il 16% delle specie di insetti siano portatori di questo batterio ed addirittura il 25-70% di tutte le specie di insetti sia un potenziale ospite.  8 ricerche pubmed. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Wolbachia+estrogeni  2017 collega iI due eventi. Abbattere questa infestazione abbassa anche il SHBG                                                                                                                                                                                                               

11) Aromatasi ed epilessia: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15853482  2005 pubmed, poi altri 32 studi pubmed rispondono a questo titolo (aromatase epilepsy). Sembra strano ma molte situazioni epilettiche sine causa possono essere ricondotte a questa iperespressione. 12) Aromatasi e cefalea  (al piu vasomotoria-vasocostrittiva) . E’ addirittura intuibile che le variazioni pressorie e I rallentamenti del microcircolo sono una espressione dell’aromatasi. 34 ricerche pubmed ne parlano. 13) Sindrome pseudoandrogenica: una iperespressione dell’aromatasi obbliga un organismo “forte” a produrre molto DHT compensatorio con un quadro clinico in cui l’iperandrogenismo si sovrappone e\o si alterna all’iperaromatasi. Ciò potrebbe spiegare la complessità clinica inerente molte  forme di  cisti ovariche, alopecia, acne, amenorree, muscolatura forte e obesità contemporanea etc.

Si evidenza una responsabilità nelle patologie prostatiche, affaticamento immunitario, sequestro del glutatione intracellulare (aumenta rischi neoplastici) , anaereobiosi, squilibri fecondativo-procreativi-abortivi (forse anche la gestosi), studi specifici nell’endometriosi,epilessia(  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15123030/2004) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15853482) aggrava o partecipa nel parkinson, alzheimer e demenza senile, alterazione degli eiocsanoidi buoni ( 185 ricerche), patologie autoimmuni https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=overexpression+of+autoimmune+aromatase   2018, Esaurimento precoce del telomerasi: 15 ricerche ( aromatase and telomerase ), alterazioni tiroidee (154 ricerche). In pratica si scompensa l’asse psico-neuro endocrinologico in toto.

Il meccanismo ormonale primario è dinamico e plurifattoriale come l’intero quadro clinico
1) Aumento patogeno di aromatasi per polimorfismo genetico ed indipendente da qualsiasi altra causa; al massimo altri fattori ormonali possono riuscire a tenerlo sotto controllo o, al contrario, accelerarne l’effetto
2) Aumenta in risposta e reazione all’eccesso del DHT ( ormone stressogeno e conseguente a svariati fenomeni psico-neuro-endocrinologici) che puo, a sua volta, essere già di per se reazione all’aromatasi.
3) Aumento per sequestro metabolico di ormoni antagonisti (calo del progesterone e\o cortisolo e\o pregnenolone e\o nutrienti biologici essenziali per stress fisoco o emotivo).
4)Aumento da senescenza del testosterone libero che attiva la compensazione biologica tramite il DHT e di qui inizia la spirale al punto 2.
5) Basandoci solo sull’esperienza pratica si verifica anche una situazione estrema dove le carenze nutrizionali (psico-genetiche) danno seguito a soggetti magri ma con tutti gli altri sintomi aromatasici, in questo caso è la cachessia o denutrizione che genera un sopravvivere di un estrogenismo (magri ma con steatosi, fibromatosi, iperprolattinemia, perdita di massa magra, perenne carenza dopaminica).
6)Varie cause sovrapposte e concomitanti e\o da approfondire.

L’eterna domanda è nel come capirlo? Solo dall’insieme dei sintomi visti in modo olistico e, come da varie esperienze, per esclusione di altre cause possibili.

I polimorfismi genetici sono evidenziabili con specifiche analisi (C1672T- C>T, , T.T.,C.C ma non solo questi) e riguardano una parte della popolazione, per  ora imprecisabile ( forse maggiore di quanto si sappia) e si configura in una prevalenza ipotalamica a produrre, tramite aromatasi, estrogeni a discapito di molteplici altri meccanismi ormonali. E’ chiaro che l’intero argomento richiede studi perlomeno statistici, su grandi ceppi patologici (ad esempio i grandi obesi o le patologie uteromammarie e prostatiche, parkinson e persino alzheimer  e molto altro).

L’iperaromatasi secondaria risponde invece a meccanismi complessi e sfumati ove spesso le conseguenze ormonali (progesterone, dhea, testosterone, dopamina, metabolismo energetico, etc.) vengono fraintese come patologie imprecisate a sé stanti. Quali sono le motivazioni ai prolattinomi, al calo del progesterone etc?
L’approfondimento causale richiederebbe studi ben ampi (come minimo ampie meta analisi per patologie specifiche) da parte delle istituzioni sanitarie per ora assenti ( pur richieste).
Pensiamo solo ai grandi obesi o alle molteplici forme di Parkinson o la semifisiologica patologia prostatica, ove basterebbe un gruppo ampio di soggetti sottoposti a semplice analisi genetica e con aggiunta del DHEA e SHBG.
Per ora restano le considerazioni soggettive, pur professionali note come  “ipotesi basata sui fatti”,  comunque origine di ogni ricerca in ambito medico (pensiamo solo alla sterilità in sala parto “ Semmelweis 1850” o la casuale scoperta casuale della penicillina “Flaming 1928” o persino la scoperta dei vaccini” E.Jenner 1800”  etc.)

Su ben poche patologie metaboliche croniche esiste una facile  diagnosi specifica e selettiva. Sappiamo sinora che esistono almeno 500 patologie metaboliche e siamo in grado di diagnosticarne  circa 40. Gia solo parlare di Patologie autoimmuni miste, vasculopatie miste, alterazioni intestinali multifattoriali etc,, ci porta in mondi diagnostici improbabili
In sintesi una patologia cronico-metabolica va dedotta, sospettata e cercata nella globalità dei sintomi e delle patologie in tal caso conseguenziali.
Porto un frequente esempio: epatite cronica autoimmune o di natura indefinita ( dopo aver escluso tutte le possibili cause note) .Ebbene ..come stabilire con certezza che la causa è un difetto di qualche sistema detossificante e sovraccarico di scorie endogene o esogene ?

Tornando all’aromatasi
I sintomi usuali a mia esperienza sono: sovrappeso-astenia psico fisica-perdita di massa magra- stratosi-colesterolo+trigiliceridi+moderata iperglicemia, debolezza sessuale e spermatica  allorche ci si trovi in assenza di altre motivazioni ben diagnosticate ( tiroide?, psichismo, alimentazione francamente scorretta , pigrizia estrema ??), E’ importante che I sintomi eclatanti appaioni quasi improvvisamente , pur senza aver cambiato abitudini generali, Un esempio è la forma addominale specifica dei prostatici con tradormazioni cellulari; si possono vedere in onvologia , quasi avessero una forma a stampo.

1)sovrappeso ingiustificato  prevalente in zona epigastrica e soprapubica pur con alimentazione attenta, consapevole e moderata  ed anche ipocalorica, normo glucidica. Decisamente indicativa in soggetti precedentemente per molti anni  normo peso
2)Calo della massa magra pur perseverando nella abituale ginnastica e\o movimento quotidiano e condicendo vita attiva e dinamica. Appare quasi curioso osservare un individuo sottile di muscolatura con questo addome a ciambella ed anche sportivo ( in omeopatia è lyocopodium)
3)Astenia psicofisica ( muscolare) e psicoaffettiva con calo sia della forza alle gambe che del desiderio e della potenza sessuale ( anche se questo sintomo è difficile da ricavare chiaramente)
Tendenza a cercare riposo in modo inusuale ( si addormenta nei momenti meno indicati)  pur prendendo integratori e ricostituenti e conducendo   una sana alimentazione. Si puo sottolineare  uno stato tendenzialmente apatico, disattento e depressivo non giustificato ( calo di dopamina)
4)STEATOSI DI ORGANI documentata. E’ una caratteristica non selettiva ma fortemente orientativa e coinvolge fegato, lipomi in età avanzata,  pancreas e, secondo me, tutte le anomaòlie fibromatose utero mammarie
Inoltre e gia detto
5)Fame di zuccheri . Quella strana fame che spesso semplifichiamo come  “fame nervosa”

La Diagnosi genetica
E’ di pochi anni (2015) la possibilità di esplorare, pur  in modo iniziale, i POLIMORFISMI genetici ( i più frequenti sono evidenti dalla pubertà) ma altri sono in studio come  ad esempio la  variazione C1672T- C>T ( etero o omozigote ) che da alcuni studi si ritiene che  tenda a rendere l’aromatasi più espressa. L’evidenza basata sui fatti personalmente mi indica un nesso fra sintomi generici da iperespressione e questo specifico polimorfismo (soprattutto con polimorfismi C e\o T ) . In questo contesto si puo avere una diagnosi presunta affidabile sufficientemente da dar seguito almeno ad una buona metanalisi su ceppi clici specifici( grandi obesi, miomatosi , steatosi, carenze di testosterone etc..). Ribadisco che questa indagine genetica è appena agli inizi ( 2015 ), come tutte quelle che coinvolgonola famiglia dei citocromi.P450 ma anche le tante nuove scoperte della genetica.

Le analisi guidano molto se viste nell’insieme: SHBG alto (aumenta dht e aromatasi) +DHEA basso+CORTISOLO tende al basso+PROGESTERONE\LH bassi+FSH\PROLATTINA\EMOG GLICOS, tendono a salire.

Scende spesso ( la mia espereinza è nelle forme genetiche) l’albumina nell’elettroforesi
Tutto indipendentemente ( è essenziale) da attenzioni nutrizionali, comportamentali e ginnici.
6)Ancora sull’ SHBG:le conferme sono persino “ evidenti” . Circa il 60-70%  degli androgeni è legato a  SHBG Un 30-40% si lega all’albumina.Solo l’1-2% di testosterone è libero. In età avanzata, alcolisti, ipotiroidismo, gravidanza, ipoandrogenismo, calo surrenalico, GH alto, cirrosi, allattamento, SHBG è aumentata e cala il testosterone libero.. Un suo valore molto basso indica deficit di ormoni e quando il testosterone libero è alto SHBG è basso.
-Bassi livelli si evidenziano nel diabete mellito  -La sintesi SHBG avviene principalmente a livello epatico ( inibito da  insulina, transcortina, androgeni ed IGF-1).
-Evidenze suggeriscono che la lipogenesi +glicogenesi siano fattore centrale nella sintesi di SHBG
-L’SHBG è prodotto  nel fegato ma anche nel cervello, utero, testicoli, placenta e dalle cellule del Sertoli.
-E’ dimostrata una correlazione inversa tra livelli di SHBG e BMI.
-Una sindrome IPOESTROGENICA presenta una sindrome metabolica con basso valore SHBG
Un'espressione più elevata di SHBG nel tessuto del cancro alla prostata è associata alla segnalazione alla membrana della prostata.                               Gli inibitori dell’aromatasi, in donne con cancro al seno, hanno evidenziato dopo 24 mesi un aumento significativo di testosterone libero e una diminuzione significativa di SHBG
*NEI GRANDI OBESI :  a mio giudizio, è  doveroso indagare dettagliatamente la potenziale presenza di iperaromatasi genetica prima di prediligere subito terpie bariatriche
*Nella donna riscontriamo iperprolattinemia, mastopatia avanzata, fibromatosi uterina.
*L’alopecia  puo caratterizzare una iperaromatasi secondaria a grave cachessia.
*Un possibile indicatore (appartiene all’anamnesi omeopatica) è il continuo bisogno si aggiungere SALE ai condimenti ( necessità di rialzare la pressione) in soggetti giovani ( che ancora non manifestano il sovrappeso ) ed anche la sonnolenza postprandiale da carboidrati ( Naturalmente scludendo altre cause)
*E’ caratteristico il fatto che i sintomi sono  propri all’ipotiroidismo ( stanchezza, depressione, debolezza muscolare, sonnolenza, freddolosità,) mentre sovente  le indagini tioridee non denotano  nulla di particolarmente alterato.

Al momento la medicina ufficiale non ha un suo protocollo terapeutico in merito a questa complessa patologia del metabolismo. I farmaci chimici ipotizzabili sarebbero gli inibitori di sintesi dell’aromatasi che però comportano troppi effetti collaterali e restano semplicemente sintomatici rispetto la complessità del problema.
Inoltre le fonti accademiche, pur ammettendo la presenza di questa complessa situazione, non sono in grado di affrontare un argomento così complesso, cosa comune per molte altre patologie metaboliche (prima l’intossicazione da inquinanti endogeni ed esogeni o anche le anomalie degli eiocosanoidi e delle collagenasi) ove la consapevolezza non trova una possibilità di risposta sufficientemente studiata.

L’alternativa attuale è costituita esclusivamente da un approccio naturopatico ad impronta integrata\olistica\metabolica che agisce su tre differenti leve.

1) DIETA SPECIFICA ANTIAROMATASI
La dieta, la nutrizione idonea e le scelte qualitative nutraceuitiche sono il perno primario, pur complesso oltre misura, di un contrasto a questo squilibrio. Si tratta di un contesto ove gli zuccheri vengono depositati e non fonte primaria di ATP; gli stessi glucidi vengono convertiti il lipidi, a loro volta in costante deposito. La fonte primaria di energia divengono le proteine, e da qui deriva, almeno in gran parte, la continua perdita di massa magra. Su questo scenario va valutata una senescenza di tutto il sistema digestivo e, per concludere, una fame continua figlia di una mancata nutrizione reale.
Di base occorre, quindi, favorire una scelta ipoglicidica, ipolipidica e normo iperproteinica evitando cibi proaromatasi ed inserendovi quelli che sono noti come antiaromatasici. Una dieta in cui il reintegro proteico contrasta la caduta delle capacità assimilative; ne deriva la necessitò di inserire integratori proteici a basso costo nutrizionale piuttosto che ipotizzare una dieta chetogenica. Chiaramente è una modalità alimentare che va seguita con impegno e consapevolezza da parte del terapeuta e del paziente.

2) GINNASTICA ABITUALE
Nei muscoli si concentrano proteine (adiponectine) che agiscono bruciando grassi e stimolando la massa magra. Anche la leptina si attiva con la ginnastica. L’essere umano ha sempre condotto, pur forzatamente, grande attività fisica quotidiana rendendo l’aromatasi persino una terapia piuttosto che una anomalia.
Per ginnastica dobbiamo intendere un’attività aerobica, abitudinaria e vediamo alcune ipotesi, fra le tante:
*almeno 30 minuti die camminare sino a 3-5 km al giorno con passo lento e stabile.
*Step di almeno 150 passi.
*Se possibile l’uso dell’ellittica parimenti 150 passi.
*Ginnastica respiratoria per mobilizzare il diaframma e qui si diversificano mantra, pranayana, ma più semplicemente il triflo almeno 3 serie da 10 (non spaventi la tosse).
*Feldenkrais lombo sacrale per sbloccare il caride ischio-sacrale.
*Esercizi di sincronismo ed equilibrio. Le migliori tecniche sono nei katà o il Taijiquan o esercizi qi.gong.
Va considerato che qualsiasi attività ginnica non deve far salire il battito cardiaco sopra il 100-110 altrimenti si entra in esercizi anaerobici fonte di acido lattico, nonchè di aumento delle infiammazioni articolari.

3) COMPOSTI O SPECIFICI FARMACI NATURALI ANTIAROMATASI
Ne esistono di specifici ed anche molto ben studiati sia a livello internazionale ma anche e soprattutto supportati dalle culture popolari. Emergono con diciture antisindrome metabolica, adattogeni contro obesità, impotenza, diabete alimentare, astenia.
Sono supporti adattogeni persino con aspettative nutrigenomiche (dare nuove informazioni al DNA).
Il DNA umano è in grado di attivare in vita ulteriori funzioni (in passato definite come un 97% di DNA spazzatura)
Riteniamo utili per lo scopo: whitania somnifera; mormodica;; charantia; ganoderma lucidum; epilobio; d-chirotolo; inositolo. Tutti presenti, con altri, nel fitocomplesso aroma.mu.

4) ULTERIORI NECESSITA’ TERAPEUTICHE

L’approccio deve necessariamente essere multilivello e quindi :
*DETOSSIFICANTI: un organismo in iperaromatasi si intossica quotidianamente; la stessa dieta, allorchè funzionale, libera tossine dalle cellule grasse. Non sottostimiamo che di per sè l’inquinamento biologico è probabilmente la prima causa di patologia metabolica al mondo e l’iperaromatasi facilmente ne è conseguenza e non causa; persino nelle forme genetiche il quadro clinico viene peggiorato da un sottostante stato di inquinamernto cronico.
Molti sono I composti ed i farmaci naturali idonei:
detossi.mu, glutatione ridotto; zeolite.
I detossificanti non sono presenti in aroma-mu perchè solo il teraputa puo valutare intuire la “quantità e varietà ” dei detossificanti necessari anche in base a varie analisi diagnostiche possibili ( la più semplice è il dosaggio del glutatione perossidasi circolante ma anche una misurazione redox su urine puo essere molto indicativa).
*SOSTENERE ORGANI DIGESTIVI (pancreas e fegato): entrambi in probabile steatosi e\o ipofunzione : con hepa.mu; creon; cardo.
*REINTEGRARE AMINOACIDI\ENZIMI SPECIFICI
Anche con  intgratori proteici a basso impatto digestivo:Q10; carnitina; carnitosina; carnosina.
Elementi che regolarmente sono carenti nel’iperaromatasi
*CONTRASTARE LE COLLAGENASI
Ossia l’eccesso di enzimi proinfiammatori, solitamente collegati a patologie auotimmuni od allo stesso persistere dei fenomeni infiammatori da aromatasi.
In questo caso le terapie più indicate saranno quelle selettive per specifiche patologie (autoimmuni, antinfiammatori) e si possono utilizzare flogo.mu; boswellia; andrographis.
*SCEGLIERE SE E COME RINNFORZARE L’ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-TESTOSTERONE (libero) attraverso l’utilizzo di specifiche sostanze naturali esistenti. La caduta del’ sistema ipotalamo (dopamina)-ipofisi-testosterone sano\libero è un fattore pressoché fisiologico e meglio di tanti altri concetti risponde al termine di “vecchiaia biologica” ma è altra cosa il ritenerlo ineluttabile e ingestibile. Quando il testosterone scende, automaticamente sale il DHT e, in conseguenza, l’aromatasi. Il non cercare di contrastarlo implica la netta perdita di strumenti terapeutici. Tuttavia esiste la diatriba inerente l’ipertrofia prostatica in atto in forma degenerativa ed, anche se gli studi documentano un ruolo terapeutico del testosterone nei confronti della patologia prostatica, è bene che sia il singolo terapeuta a prendere questa decisione. Nel contesto può giovare sprint.mu.
*SCEGLIERER SE OCCORRE POTENZIARE LA DOPAMINA
Quest’ultima è comunque coinvolta nell’iperaromatasi. Molti adattogeni tendono a migliorare la dopaminici (persino utilizzati nel parkinson, come è il caso della mucuna pruriens.
*VERIFICARE LA NORMALITA CIRCOLO-COAGULATIVA E OSSIGENATIVA
poichè qualsiasi anomalia in merito puo peggiorare l’aromatasi secondaria

SINTESI

La terapia è multifattoriale; gestita principalmente sulla clinica del terapeuta e sul supporto (millenaria evidenza basata sui fatti) di adattogeni utilizzati da secoli in contesti clinici che ben corrispondono al concetto biometabolico di iperaromatasi.
Inoltre
-La dieta (meglio parlare di alimentazione nutritiva) è un vasto terreno aperto in quanto, tanto per fare un esempio, le patologie da zucchero sono talmente studiate e note che lo stesso pubmed riporta oltre 490.000 ricerche
-La ginnastica è quanto di minimo rispetto alla normalità antropologica umana, o perlomeno lo è stato per 180000 anni e fino a circa 200 anni fa.
-Contrastare lo stress esitenziale è argomento ben reale e con cui bisogna fare i conti altrimenti la prima causa ( pur non genetica) di iperaromatasi diviene la ineluttabile necessità esistenziale di produrre DHT in dosi pressochè dooping anche ben oltre l’età adulta, stante la circostanza che impone di produrre reddito fino ad età avanzatissime.
-Gestire la salute in termini olistici è complesso ma resta l’unico modo di affrontare una patologia progressiva che nulla ha di sintomatico o specialistico, pur generando molteplici conseguenze sintomatiche e, persino, specialistiche.

Particolarmente nelle patologie croniche del metabolismo sistemico dobbiamo ipotizzare un margine di aspettativa da ciascun intervento terapeutico, tanto più che parliamo di terapie a lungo termine e non di poco momento, come per le patologie acute. Possiamo solo ipotizzare, in quanto in questo contesto clinico le ricerche statistiche sono pochissime ed, a differenza delle patologie acute-subacute, abbiamo sempre tre differenti aspettative: rallentare l’evoluzione; inibire l’evoluzione; far regredire la patologia nel suo complesso.
Ipotizziamo l’incidenza specifica in termini percentuali dei diversi elementi terapeutici.

Dieta
Possiamo considerare che in questo contesto costituisca almeno il 30-40% della terapia.
Ciascuno può riflettere personalmente e la miriade di informazioni teoriche conduce sempre a: meno quantità, meno zuccheri, meno grassi, più proteine di facile assimilazione, verdure crude e frutta per il resto. Peraltro parliamo di un assetto nutrizionale a lungo termine e non di una dieta transitoria.

Ginnastica
Costituisce almeno un 10% della terapia.
Quando c’è sovrappeso il riattivare articolazioni, microcircolo, contatto aerobico e mentale col corpo e con specifiche funzioni muscolo scheletriche è essenziale.
In particolare sono utili:
ginnastica quotidiana diaframmatica (canto, mantra, triflo etc.);
sblocco ischiosacrale (feldenkrais), pompa arti inferiori (step, ellittica), passeggio di alcuni km quotidiani; ciò tende a migliorare anche una bronchite cronico ostruttiva od  i disturbi subocclusivi del microcircolo o l’accumulo di scorie muscolari, blocco adiponectina e leptina, accumulo di glucosio nei muscoli etc.

Modifica comportamentale
Non è misurabile ne quantizzabile, ma il mantenere inalterato uno stress esistenziale sperando che i farmaci curino è illusorio, tanto più che l’iperaromatasi secondaria è quasi sempre figlia di uno stress protratto nel tempo.
Modificare qualcosa varrà almeno un 10% (ma spesso molto di più), volendo essere del prudenti. considerato che si documentano casi di guarigione da tumori cambiando lo stile di vita.

Detossificanti
Rappresentano almeno un 10-15% della terapia o forse anche di più come per il precedente caso.
Tutte le patologie croniche generano un eccesso di tossine. Cala il glutatione intracellulare, il SOD, il SAMe, l’acetilcisteina, la catalasi, le vitamine B3-B1, il selenio, il magnesio etc. In pratica, qualsiasi sia la patologia cronica, senza detossificanti l’organismo accumula scorie e peggiora le risorse autoterapiche.
Fra i detossificanti ricordiamo: glutatione,cardo,-SOD-SAMe-dieta –acetilcisteina.

Aiuto alla digestione
Può valere un 10-20% in un contesto clinico cronico, ad essere prudenti. Una patologia cronica genera un insieme di difficoltà digestivo-assimilative Lavorano malissimo il fegato, l’intestino tenue e grasso ed in particolar il pancreas. Sostenere la digestione è necessario anche se complesso tanto più che in carenza digestiva non assimiliamo un gran che di ciò che ci occorre per autocurarci.
Di base sono utili creon e sulforafano.

Microcircolo
Può valere almeno un 20% a scanso di tendenze patologiche specifiche ove la percentuale di esigenza aumenta nettamente. Il microcircolo è sempre danneggiato nelle patologie croniche. Mancano alcuni fattori protettivi della parete (elastina), fattori muscolo-vascolari e pressori (arginina). Aumenta la coagulazione, l’aggregazione piastrinica e la stasi di ritorno (carente pompa muscolare).
Di base occorre ginko e Q10.

Antiproteasici
Può valere almeno un 10%. Deriva da quanto sopraesposto. Qualsiasi evento cronico genera eccesso di infiammazione (Il10, Cox2, prostaglandine ed eicosanoidi proinfiammatori, collagenasi, metallo proteasi, ipossigenazione al microcircolo, gelificazione connettivale e calo dell’immunità). Questo eccesso aumenta sia le tossine, sia le difficoltà digestivo-assimilative.
Frenare\rallentare questo fenomeno è essenziale e vale più di quanto stimato ipotizzabile. I farmaci sono tanti ma fondamentalmente l’insieme di quanto sopra più, eventualmente, boswellia oppure immunomodulanti (se non ci sono sospetti autoimmuni) o andrographis.
Se sommiamo le percentuali, esposte, oltretutto in modo minimale, emerge che una percentuale (persino oltre il 100 %) elevatissima delle aspettative potrebbe conseguire ad un cambio di sistema di vita nel suo insieme. Purtroppo il ragionamento non è così semplice per due motivi.
1) Spesso gli interventi sintomatici divengono urgenti e si sovrappongono fra loro, generando urgenze a “cascata” e non consentendo tempo realistico per curarsi solo attendendo di “riequilibrare l’organismo”. Ne consegue che occorre agire su due binari paralleli e complementari fra loro cercando di non trascurare le urgenze ma neanche affidandosi solo a quelle.
2) L’organismo, soprattutto col passare degli anni, può essere troppo debilitato per recuperare un proprio equilibrio ed in questa frequente evenienza ci vengono in aiuto particolari fitoterapici gli adattogeni naturali cui occorre dedicare una riflessione profonda.

Adattogeni naturali
Molto studiati ma complessi per il fatto che quasi tutti questi fitoterapici servono un pò a tutto, tanto da non sapere quale scegliere ed è necessario averne conoscenza profonda per non utilizzarne di ininfluenti al proprio obiettivo. Possiamo suddividerli per “priorità di funzioni”.
*Primo gruppo di adattogeni da considerare in caso di necessità sono gli immunomodulati naturali quali uncaria, echinacea, tabebuia, andrographis.
*Secondo gruppo di adattogeni sono i riattivatori surrenalici, sostanze che aiutano a ripristinare le funzioni delle surreni e secondariamente molte funzioni metaboliche. Sono numerosi e complessi e ne cito alcuni in modo aspecifico: tribulus, dioscorrea villosa, agnocasto, astragalo, maca, gynostemna.
A seguire, pur con obiettivi complessi i riattivatori dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene-testosterone. Sono sostanze complesse, praticamente gli antiage che non debbono avere per obiettivo la sessualità ma la riattivazione cerebrale di funzioni legate al testosterone sano indice inequivocabile di età biologica.
Vi rientrano sostanze rare: eurycoma longifolia, mucunapruriens, withania somnifera, rhodiola.
In ultimo quei fitoterapici che migliorano la respirazione cellulare (attivatori di ATP, del krebs): ganoderma lucidum,cordiceps, ginko.

Concludendo
Sottolineando che le ricerche istituzionali in merito all’intero argomento sono pochissime, generiche e certamente premature, proporre un’insieme di interventi integrati fra loro non possiede una statistica comparativa neanche a livello di meta.analisi. Resta, come è storia della ricerca medica, la verifica basata sui fatti e un buon senso clinico generale. 

La risposta può essere solo no, anzi frenare un eccesso di aromatasi può solo migliorare ed allungare la vita. In dettaglio esistono delle circostanze di cui bisogna tener conto nell’approccio terapeutico.

Controindicazioni assolute alla terapia nutraceutica proposta:
se esistono terapie in atto anticoagulanti importanti (salvo il parlarne col proprio medico) poiché l’insieme delle sostanze è di per sé fluidifiante ematica;
in gravidanza ed allattamento (come per la quasi totalità di sostanze chimiche o naturali) per mancanza di specifici studi;
se esistono terapie in atto con immunosoppressori poichè si accentuano le potenzialità detossificanti  (anche se il medico curante può decidere il contrario in quanto la stessa aromatasi genera fenomeni autoimmuni);

INTEGRATORI QUALI\QUANTITATIVI PROTEICI IN POLVERE

un’ attenzione maggiore va posta in presenza di patologie prostatiche rilevanti ove, comunque, l’aromatasi in eccesso e il conseguente aumento di DHT sembrano essere la causa principale.

Possibili “effetti collaterali” e “reazioni avverse” al composto nutraceutico possono essere plausibili, soggettive ed adatttative al ripristino di funzioni biologiche reattive, sono plausibili e non prevedibili se non in termini individuali. Si può ipotizzare qualche transitoria forma di prurito (si riattiva il mesenchima), aumento della diuresi, diminuzione dell’appetito (auspicabile).Se sono in atto terapie ormonali di qualsivoglia tipo è necessario chiedere la
conferma al proprio medico specialista.
Una particolare forma di “reazioni avverse” si può avere in presenza di patologie autoimmuni che generano reazioni avverse durante una qualsiasi terapia ricostituente o
immunostimolante. In particolare il Q10 può generare reazioni avverse in presenza, ad
esempio, di autoanticorpi antinucleo, antimitocondri, antifosfolipidi ed altri meccanismi
autoimmuni intracellulari

Non sussistono controindicazioni alla dieta ipoglucidica e di reintegro proteico (peraltro da supportare in modo personalizzato). Non parliamo di una dieta chetogenica ma di un ripristino nutrizionale. Tuttavia solo il proprio medico o un dietologo\nutrizionista sono in grado di monitorare una dieta complessa e specifica.

Controindicazioni alla ginnastica: non ne esistono se non negli errori soggettivi ed in una ginnastica stressogena ed anaerobica. Rammentiamo che indicativamente il battito cardiaco non deve superare la frequenza di 110 circa.

Effetti collaterali o reazioni avverse da altre terapie complementari (detossificanti, ricostituenti ormonali, antinfiammatori, riattivatori di eicosanoidi sani, miglioramento delle funzioni circolo ossigenative) possono essere lievi, transitorie e gestite dal medico curante.

L’iperespressione dell’aromatasi è accompagnata da una continua perdita di massa magra laddove le teorie generali prevedono una necessità proteica quotidiana di circa 1 gr per kg corporeo ma quattro fattori molto specifici, in generale e tanto più in questo contesto, complicano la suddetta teoria.
1) Quante proteine sono realmente presenti in un determinato cibo di cui definiamo genericamente il valore nutrizionale? Nel petto di pollo dovremmo reperire 23,30 gr proteine x 100 gr a crudo. Possiamo considerare scientificamente veritiero ed affidabilmente realistica questa percentuale in un acquisto in supermercato o macelleria?
2)  Quanti fattori antinutrizionali ci si può trovare ad ingerire contemporaneamente?
3) Quale è la capacità assimilativa di uno specifico apparato digerente, visto che in questo ambito metabolico lavorano male intestino, fegato e soprattutto pancreas?
4) Quale è l’ìndice di assimilazione di un qualsivoglia singolo cibo? Non è il 100% e spesso neanche il 60%. Possiamo ragionevolmente sospettare, in base a quanto esposto, che un soggetto in iperaromatasi assimili poco e male le proteine, che a loro volta non corrispondono quantitativamente ai valori teorici da tabelle nutrizionali. Inoltre questo contesto metabolico chiede continuamente energie, in quanto l’ATP è sempre insufficiente, e la prima reazione nutrizionale è la solita ricerca di zuccheri.
Di qui nascono i concetti di “integrazione nutrizionale proteica” che nulla hanno a che vedere con diete chetogeniche e di potenziamento agonistico.

Vediamo alcuni aspecifici integratori, fatta salva la necessità che sia il singolo terapeuta a valutare di volta in volta le quantità da assegnare.
*Proteine di canapa in polvere (contiene tutti gli aminoacidi essenziali al 47% ed omega 3 e 6 in rapporto 2 a 1). Possiede azione anticoagulante e perfettamente armonica. Solitamente si assumono 1-2 cucchiaini die come integrazione qualitativa. Il profilo aminoacidico è completo senza alcuna carenza qualitativa.
*Proteine di riso (aminoacidi all’83% carente in triptofano, treonina, isoleucina, lisina) spesso associate a proteine di piselli. Solitamente 2-3 cucchiaini die ma anche più al variare delle esigenze. Sono una buona fonte qualitativa e quantitativa.
*Proteine di moringa oleifera (36% proteine, 0 grassi, carboidrati 36%. E’ un chelante ed un antiaromatasi. Ha un contenuto nutrizionale perfetto). https://www.cibocrudo.com/alimenti-bio/superfoods/moringa-in-polvere#moringa1.3 Il sapore è salato piccante e non è un gran che piacevole nello yogurt. Andrebbe benissimo in minestre o zuppe. Il profilo aminoacidico è completo.
*Albumi di uova cotti (conditi con sale, scaglie di prosciutto o formaggio) alimento completo ed economico. Le quantità variano molto e solitamente un quantitativo di 4-5 albumi a porzione è usuale. Solitamente si trovano nei supermercati in flaconi da 500 ml. Profilo in aminoacidi completo (molta lisina ed arginina).
*Proteine di albume in polvere la percentuale proteica (completa rispetto gli aminoacidi
contenuti) è dell’ 80 % . ‘E considerata il precursore di tutti gli integratori nutrizionali.
*Spirulina in polvere (64-70% proteine, non contiene iodio) ed è la più citata integrazione proteica in commercio. Contiene tutti gli elementi minerali e vitaminici (non vit B12) se ne utilizzano circa 5-6 grammi die. Profilo aminoacidico completo.
*Proteine polvere di piselli (dai piselli gialli). Il profilo di aminoacidi è incompleto poiché manca la metiotina e la cistina. L’assimilazione è lenta.
*Proteine di siero di latte ne esistono di 3 tipi: WPC, WPH o WPI. Il WPI è anallergico e privato di lattosio, caseina è scarsissimo in colesterolo ed ha una percentuale proteica del 90%  lo  contengono più lattosio ed è specificamente adatto per diete con ridotto apporto di grassi e carboidrati.
*Omogeneizzati proteici. Esistono diete costituite anche da 15 o più omogeneizzati al giorno. La qualità è quella che si somministra ai neonati (quindi estremamente controllata) ed è un cibo quasi predigerito.
*Polline 24% proteine (28 aminoacidi) 43% carboidrati, può generare allergie ma è anche un integratore pressoché completo.
*Proteine isolate di soia: circa l’80-93% di proteine. Contiene tutto il nutrimento possibile (compresa la B12). Ma contengono fitoestrogeni e sono poco adatte nelle patologie iperestrogeniche (aromatasi in particolare). Inoltre tendono ad inibire le funzioni tiroidee.
*Integratori proteici per convalescenti esistono in commercio e divengono essenziali nelle convalescenze, come anche nelle situazioni di cachessia metabolica.
*Integratori agonistici è concetto differente negli scopi ed è carente nella visione metabolica soggettiva, quindi non può essere sviluppato in questa sede.

Non è una dieta ma una necessità nutraceutica\nutrigenomica in presenza di un sistema assimilativo del tutto squilibrato.Riassumiamo il contesto metabolico di questa specifica situazione.
L’individuo deve continuamente cercare zuccheri (carenza di ATP ogni 2-3 ore).
In questa situazione questi vengono messi in “riserva “ (progressiva iperglicemia).
Vengono convertiti in lipidi depositati (steatosi, sovrappeso, fibromatosi) e non usati come energia.
L’energia ( ATP) è principalmente rivata dalle proteine (perdita di massa magra).
Se questo scompenso è secondario ad una causa metabolica scatenante (stress surrenalico, autoimmune o altro) potremo intendere questa alimentazione come di supporto  e persino  transitoria
Se la causa è genetica dovremo abituarci a questa modifica nutrizionale per tutta la vita
Poichè:
L’ingestione di carboidrati va frenata in quanto inutile ed occorre riattivare adiponectina e leptina
I grassi sono argomento secondario perché depositati da conversione dei carboidrati
La carenza di proteine è una certezza documentata dalla perdita costante di massa magra
Occorre quindi, anche se non è la soluzione unica del problema
a)Aumentare l’introito di proteine  ( vedere a parte il complesso problema dell’assimilazione proteica )
b)Limitare il consumo di carboidrati sotto il 50-55% ( altre diete pià drastiche sono a discernimento del curante) nei cibi per riattivare adiponectina e leptina ( uniche per bruciare grassi e rinforzare fibre magre)
c)Diminuire, pur moderatamente, i grassi ingeriti e depositati in quanto , a loro volta, producono aromatasi ( che genera a sua volta un circuito vizioso)
d)Mangiare poco-spesso, unico modo per sopportare la continua richiesta di zuccheri ( servono al metabolismo ogni 2-3 ore e se siamo abituati a depositarli, mancheranno sempre, un po' come Paperon di Paperoni)
e)Bere molta acqua ed utilizzare detossificanti (cardo, niruri, glutatione etc..) perchè il tessuto grasso è specializzato ad accumulare tossine

Quindi
GRASSI pochi, CARBOIDRATI <50- 55% , PROTEINE aumentare almeno al teorico 1 grx kg

COLAZIONE

         Integratori proteici:
*1 cucchiaino proteine di canapa\ o 1 cucchiaino spirulina disciolti in una bevanda o 3-4 albumi cotti e conditi o 1 cucchiaio abbondante di siero di latte wpi (isolato)

         A piacere di scelta
*Bevanda ( te verde, caffè, latte di riso-cocco-latte vaccino-spremuta fresca )
*1 frutto (mele- pesche-albicocche-pere-kiwi-ananas fetta )( evitare cocomero-melone-anguria  ( hanno alto indice glicemico pur non contendo troppi zuccheri )
*yogurt magro\greco\fiocchi di latte\omogeneizzato manzo-agnello 80 gr ricotta fresca 100 gr ,
Primo sale 60 gr , 50 gr proscitto crudo\cotto -tofu 50 gr,

          1-2 fette biscottate o 1 fatta di pane tostato o 2 gallette di riso

  SPUNTINI : YOGURT, FRUTTA, 1 FETTA BISCOTTATA

PRANZO : 150 gr yogurt  greco o fiocchi di latte 150 gr o omogeneizzato di manzo agnello 80 gr

         oppure carne 120 gr o pesce 150 gr 

        +

        INSALATA MISTA A PIACERE  con cipolla, topinambur grattugiato o batata ( patata americana

        dolce), uovo sodo, tonnno, 1\4 fiordilatte, grattuggiato di ricotta salata,AGGIUNGERE SEMPRE

        LIMONE ( l’organismo va in acidosi e il limone è un alcalinizzante indispensabile).Potete

        aggiungervi PATATA ROSSA AMERICANA o TOPINAMBUR grattuggiati e crudi ( sono patate a

        basso carico glucidico ) 

        +

        FRUTTA ( evitare cocomeri, avogado, banana, uva passa, frutta disidratata, candita, essiccata ) 

        +

         1-2 fette biscottate o 1 fatta di pane tostato o 2 gallette di riso

SPUTINI :COME quelli del MATTINO

CENA : molte scelte possibili  di piatto di carboidrati sostenibili

        MINESTRONE VEGETALE 250 GR ( poco condimento e con minestrina o legumi)

        o

        FUNGHI ( champignon o pleurotus) 150 gr  con LEGUMI 150 GR   

        o

        TORTELLINI ( o altra pasta ripiena) 100150 GR ( no con  panna, condimento normale)

        o

        PASTA KONIAK ( SHITAKI)  100 GR  ( swe è gradito il sapore)

       

        PASTA DI CECI O LENTICCHIE o PISELLI  100-150 GR (condiemnto normale)

        o

        RISO PARBOILED DEAMIDATO (80-100 gr) 100-150 gr

        o

        PASTA 80 gr 1 sola volta a settimana giusto per mantener eun minimo di abitudine metabolica

        +

        INSALATA MISTA ( come per il pranzo )

        +

         1-2 fette biscottate o 1 fatta di pane tostato o 2 gallette di riso      

SPUNTINI SERALI NOTTURNI : FRUTTO O YOGURT O INSALATA O UNA FETTA BISCOTTATA

Alcuni cibi contrastano l’AROMATASI
Pompelmo,  FUNGHI (specifico lo champignon e pleorotus), fragole, pomodoro (licopene), te verde, broccoletti (sulforafano), mela (quercetina), MELOGRANO (molto studiato), PREZZEMOLO-SEDANO-BASILICO-CARCIOFI. CANAPA
Alcuni cibi aumentano l’aromatasi e vanno evitati
ZUCCHERI in eccesso, AMIDO, SOJA, LUPPOLO (birra), ORZO, ALCOOL, FUMO, inoltre patate, pane ,  , cocomeri

    

                           RIFLESSIONI su alcuni ALIMENTI

***VARI MINIPASTI con FRUTTA-VERDURE CRUDE O COTTE E PROTEINE

ANIMALI ( carne , pesce, pochi legumi, uova, derivati del latte magrissimi ). Verdure crude almeno ai due pasti principali

***ACQUA almeno 2 litri ( quando si sciolgono I grassi liberano tossine)

**FAGIOLI ed altri LEGUMI : molto nutrienti, carboidrati 51%,  proteine 23%, LECITINA che asporta I grassi.. La loro composizione li rende IPOLIPIDICI E IPOGLICEMICI.Molti studi documentano che fagioli, piselli, fave, ceci, lenticchie hanno benefici effetti sulla glicemia. Hanno tutti indice glicemico basso (solo le fave hanno I.g. medio) .

3 v settimana 150-250 gr

**FUNGHI: pochissime calorie ( 27 kcal), contengono pochisismi zuccheri e nulla di grassi quindi vanno bene e sono anche  dotati di  proprieta antiaromatasi   2-3 volte la settimana quantità a piacere (non eccedere soprattutto se non si è abituati al loro consumo) Il Pleorotus e I Chamignon sono anche antiaromatasici

***MINESTRONI DI VERDURE A PIACERE ( 50 KCAL e scarso di tutto) con aggiunte a piacere di ALBUME, 20 GR PASTINA, 30 gr LEGUMI 80 gr , pochissimo formaggio grattuggiato

piu volte a settimana a cena . Escludere CAROTE COTTE E PATATE dal minestrone

***YOGURT GRECO : senza lattosio e x 100 gr almeno 9 gr proteine ( triplo rispetto lo yogurt normale), pochissimi carboidrati e quasi nulla di grassi. Va benissimo in ogni spuntino e pasto

***OMOGENEIZZATI DI AGNELLO E MANZO ADULTO ricchi in carnitina ( indispensabile pe bruciare i grassi).in ogni circostanza ( esiste una contestata dieta di 14 omogeneizzati al giorno)

***UOVA 3-4 A SETTIMANA mentre ALBUME (è un integratore proteico anche a giorni alterni in quantità di 4-5 albumi a volta)

***YOGURT MAGRO :X 100 g solo 36 kcal  con carboidrati e proteine circa il 4% e grassi circa 1%, quindi va benissimo ed ancor meglio lo yogurt greco ( o elaborato con quella tecnica) ove grassi quasi 0, carboidrati pochisismi e proteine anche al 10% . Lattosio assente o pochissimo..Possimao usarlo a piacere anche nella giornata

***LATTE E DERIVATI :

LATTE VACCINO : va deprivato di lattosio e anche di caseina

  Di media x100 gr : grassi  1g  carboidrati 5 g  proteine 3,5 g calorie 41 varie vitamine e minerali

  Tuttavia..è poco digeribile nell'adulto ( il 5% di noi lo digerisce)

  Quindi poco e megli zimil

*** RICOTTA: ha un alta quota proteica con valore biologico elevatissimo ( piu di altri formaggi ed anche della carne), assimilazione  nutrizionale altissima per presenza di amminoacidi essenziali, Comunque proteine circa il 10-11%, lipidi 13 %, carboidrati 3% quindi ottima .

Anche 3 volte a settimana 8 attenzione che sia fresca altrimenti da acidità)

***PRIMO SALE  17% PROTEINE 22% GRASSI, ZUCCHERI POCHISSIMI 2,3

***RICOTTA SALATA  280 Cal,, 23% lipidi. 18% di proteine. 2% carboidrati

***TOPINAMBUR ( patata germanica) : Commestibili anche crudi . Indice glicemico, calorie 73, grassi 0, carboidrati 17, poco amido ma inulina ( 60% peso e  antinfiammatoria). Decisamente adatto ai diabetici

***PATATA DOLCE AMERICANA (BATATA) : Commestibile anche cruda.INDICE GLICEMICO 44, Carboidrati 20, 80 cal. Quindi pochissimi carboidrati contenuti

***ARINGHE AFFUMICATE: 0 carboidrati, 12% grassi a prevalenza  mono-polinsaturi E MOEGA3 , 25% proteine, VIT B12. Viene proposta contro la sindrome metabolica! Anche 2 v a settimana 100 gr

**PATATE NO...argomento complesso e controverso .. x 100 gr (calorie 85,  18% carboidrati, 2% proteine, 0 grassi..Niente sodio, molta vit c,b1-6-folati, potassio, vari antiossidanti), un fattore antitumorali ( acido clorogenico). Indice glicemico se bollite con buccia è 65 (pane=100) . Per abbassare oltre l’indice glicemico possno essere DEAMIDATE ( portando il suo I.GLIC sotto il 50, ossia tollerabile)   Il suo limite nutrizionale è l’AMIDO che è antinfiammatorio intestinale, assorbe I grassi ma alza l’indice glicemico ( argoemnto su cui ancora ruotano le polemiche)..

***TORTELLINI ALLA CARNE : 7% GRASSI, 18 % CARBOIDRATI, 12,5 % PROTEINE quindi validi  1 volte a settimana

***PASTA KONIAK o SHITAKI : Fa parte dell’alimentazione giapponese da oltre 2000 anni.  Contiene glucomannano (impedisce l’assimilazione intestinale dei grassi); 10% di proteine, 16 diversi tipi di aminoacidi, calcio, fosforo, ferro, zinco , manganese, cromo e rame. Cibo specifico per una dieta dimagrante e\o senza glutine.10 calorie, e da senso di sazietà ( glucomannano) e non contiene glutine. Non ha un gran che di sapore!!! Non timola l’appetito

***PASTA DI LENTICCHIE 48% carboidrati e 25% proteine, grassi 2%..Decisamente molto meglio della pasta e del riso

*** PASTA DI CECI 44% carboidrati, 18% proteine, 2 % grassi. Idem come anche peressappoco per altri tipi di legumi ( il farro eha piu carboidrati)

***RISO PARBOILED a chicco lungo allorchè COTTO (ed ancor più deamidato)  ha un medio indice glicemico che scende intorno al 50 o meno e percentuale di carboidrati sotto il 23% !

LATTE DI COCCO  prodotto vegetale privo di lattosio e caseina

  Di media x 100 gr: grassi 24g (polinsaturi al 50%)    carboidrati 6g   proteine 2,3 g..calorie 230 ,,

LATTE DI RISO:  69 cal, o,7 prot, 1 lipidi. bevanda vegetale altamente digeribile con moltissime proprietà nutrizionali.

FORMAGGI STAGIONATI, sino al PARMIGIANO: 30% grassi, 38% proteine, carboidrati 4%...ma calorie 420 x 100 gr , quindi solo come condimento e senza eccedere

***FILETTI DI SGOMBRO 150 gr ricco di omega3, proteine nobili, vitamine e sali minerali, tanto che conviene assumerlo anche 2-3 volte a settimana. E’ un integratore naturale di minerali, vitamine e proteine nobili (ferro, magnesio, fosforo, rame, tutte le B, in particolare B1, B2 e B3.Grassi 11%, carboidrati 0,5, proteine 17%, vit b12!!

***MERLUZZO grassi 1%, carboidrati 0% proteine 18%.. ottimo

***TOFU: CALORIE 91, 1 GR GRASSI SATURI, 10 GR PROTEINE, CARBOIDRATI 2 decisamente adatto a qualsiasi spuntino

***POP CORN 11 GR PROTEINE, GRASSI S, 0,6, CARBOIDRATI 71 Non vanno bene!!!

**NO-PASTA DI GRANO  NO-PANE NO-no pasticcini-no cornetti-biscotti, carote cotte, anguria e meloni , banane

***QUALCHE FETTA BISCOTTATA (o fetta abbrustolita o pane di riso ) AI 3 PASTI ( 2-2-2-) occorre per conservare una minima presenza di frumento ( anche se è frequente anche l’immunoallergia al frumento stesso)

***WURSTEL : pochi carboidrati 16-22% grassi 11% proteine..basta bollirli prima togliendo il grasso

            DI POLLO :0% carboidrati, 19% prot, 10% grassi

            DI SUINO  :0% carb, 22% grassi, 12% proteine

            SI TACCHINO :4& carb, 17% grassi, 12% prot

***CAROTA COTTA NO : ha un alto indice glicemico (85) va usata solo a crudo

MOZZARELLA: 30% proteine, carboidrati 3-4%, grassi 69% purtroppo è molto calorica (300 x 100 gr). Quindi 1 volta a settimana e poca

***LUPINI o FUSAIE: abbassano glicemia , colesterolo e trigliceridi.Protiene fiono al 30% , carboidrati 7%, grassi 3-5%. Attenzione a non mangiarne troppi perchè causano diarrea. Attenzioen ad allergie specifiche. E’ un farmaco nutraceutico a tutti gli effetti

***BRUSCOLINI ( semi di zucca) : ricchissimi di minerali,18% - 30%proteine, zuccheri 11-20% ( basso indice glicemico) , grassi polinsaturi al 50%. Disinfettante intestinale e diuretico.

Proviene dall’antica farmacopea ajurvedica e se ne utilizzano le  radici. E’ definito come  “rasayana” (cura tutto) concetto similare ad  adattogeno.
contiene:withanina, lattoni stereoidei (withanolidi tutti antitumorali), flavonoidi, alcaloidi( pirazolinici,whitanina,nicotina,ipuranolo), withaferina A, withanolide D, withaferina (azione antitumorale).

Funzioni terapeutiche popolari tradizionali :
specifica per perdere peso ( antiaromatasi ?);
frena il cortisolo ( stress metabolico);
aumenta il testosterone libero 15 ricerche pubmed ( come mucuna);
potenzia la memoria (azione circolatoria e neurovegetativa ,antidepressiva e ansiolitica);
aumenta la resistenza immunitaria (withaferina A);
antidepressiva  ma anche antiastenica (sia di origine psichica che fisica);
attiva la funzionalità del S.N.C.  (si è recentemente verificato tale effetto in cavie sottoposte a morfina); specifica funzionalità antisenescente;
rinforza muscolatura vertebrale ed articolare ( per aumento gh o testosterone?);
cura impotenza, sterilità, insufficienze sessuali ed ormonali per le quali è il farmaco elettivo in Ajurveda ( torniamo all’attivazione del testosterone).

Le ricerche moderne confermano :
migliora testosterone e spermatogenesi (15 ricerche su  pubmed) in modo similare alla Mucuna pruriens. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30854916 (aumenta dhea-s e testosterone);
specifica per perdere peso (quindi antiaromatasi);
frena il cortisolo ( stress metabolico);
aumenta il testosterone libero 400 MG X2, per3 studi aumenta la produzione gnrh e per 15 studi aumenta il testosterone libero;
documentato effetto oncologico, antineoplasitco ed apoptotico;
è potente antinfiammatorio;
tossocologia: tollerata su topi a 1750 mg/kg;
contrasta ca prostata: 11 ricerche su pubmed :https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28593171  ad esempio;
migliora dopamina ed è utile nel parkinson (11 ricerche pubmed);
tonica-ipertensiva-antistress;
antinfiammatorio articolare  (produce soppressione dell'artrite nel ratto);
specifico per l’artrite reumatoide;
immunostimolante particolarmente nelle situazioni mielo depressive chimiche (azione simile all'uncaria);
aumenta i leucociti, neutrofili, macrofagi, neutrofili, macrofagi, enzimi lisomiali,fagocitosi;
contrasta la mielodeplezione da azopirina, ciclofosfamide, prednisolone, stesso risultato in esperimenti d'immunodepressione chirurgica nei ratti;
aumenta l’apprendimento e la memoria (ricerche su ratti e pratica di  5000 anni tra gli esseri umani);
azione di contrasto nell’alzheimer (16 ricerche pubmed);
azione immunomodulante, antitumorale (withaferina-A ed anche gli altri withanolidi);
antitossicodipendenza (9 ricerche pubmed ne documentano i vantaggi);
antimicrobica  per Gram-negative, Gram-positive, colibacilli, candida, pseudomonas, protei;
chelante e detossificante da metalli pesanti e tossine (136 ricerche pubmed);
potenziale inibitorio su ca prostata (13 artic pubmed);
antilipidica ed antiglicidica (6 ricerche pubmed confermano queste proprietà);
contrasta gli effetti metabolici dell’alcolismo (pancreas,fegato,polmone) ( 2 ricerche pubmed).

   

Controindicazioni: gravidanza ed allattamento (può causare aborto). Inoltre: sono possibili reazioni allergiche, se ulcera gastrointestnale in atto, non sovrapporre a sedativi  ( puo generare eccessivo rilassamento), è un antiaggregante piastrinico (non sovrapporre ad anticoagulanti); è ipoglicemico ( evitare in concomitanza di insulina). Stimola reattività anche tiroidea (evitare nell’ipertiroidismo). Potenzia il sistema immunitario (controindicata in patologie autoimmuni o in terapia con immunosoppressori).

Posologia: 200-400 mg 2-3 volte die

P.S. Esiste una ampia similitudine fra withania somnifera e mucuna pruriens rispetto le proprietà che le contraddistinguono.

Presente in molte forme ed anche in farmaci usuali.
Derivato aminoacidico (prodotto a partire da lisina+metionina ed in presenza di vitamine B3, B6, vitamina C e Ferro) prodotto nel fegato e rene contenuto in manzo, agnello, pecora. La forma acetilata è più biodisponibile.
Laddove si ritiene teoricamente che l’organismo può produrre spontaneamente questo derivato indispensabile (a patto di avere disponibili i precursori) nelle patologie metaboliche croniche la sua produzione diviene carente per molteplici alterazioni d’organo. Ma particolarmente la senescenza biologica genera minor produzione di questo coenzima, così come avviene per altri enzimi essenziali (glutatione, q10 ed anche per aminoacidi fondamentali, quali l’arginina e la lisina).
L’assimilazione esogena avviene nell’intestino tenue, salvo patologie del medesimo.

Proprietà
- L'attività più nota della carnitina è il suo ruolo come trasportatore di acidi grassi a lunga catena nella matrice mitocondriale, sede nella quale gli acidi grassi vengono convertiti in energia e non depositati (liposintesi) . Stimola la funzione mitocondriale, fattori di crescita e riparativi (NGF) particolarmente con attività antiossidante verso i neuroni.
-Attiva Adenosina-tri-fosfato (ATP). Ha quindi una funzione termogenica.
Lipolitica anche se molteplici studi documentano che da sola non modifica la massa grassa (ovvio in quanto solo in un contesto di modifica generale dell’utilizzo di zuccheri e contemporanea presenza di altri fattori nutrizionali, la carnitina può svolgere una parte essenziale nello smaltimento dei grassi).
-Cardio-protettiva per aumento atp.
-Neuro-protettivo particolarmente per utilizzo degli acidi grassi.
-Antiossidante: principalmente secondario per minori livelli di perossidazione lipidica.
-Effetto secondariamente termogenico e lipolitico
www.my-personaltrainer.it/alimentazione/carnitina-per-dimagrire.html
Ottimizza la conversione del piruvato e del lattato ad AcetilCoA

In carenza
Il primo effetto di una iperglicemia è che il fegato deposita prima glicogeno, poi inizia la liposintesi producendo acidi grassi e trigliceridi a partire dal glucosio in eccesso. Ciò aumenta la concentrazione di malonil-CoA, primo intermedio nella sintesi degli acidi grassi; ne consegue inibizione della carnitina aciltransferasi 1, impedendo così l'ingresso di acidi grassi nella matrice mitocondriale per la β ossidazione. Le conseguenze sono l’aumento della liposintesi, glucosintesi, proteolisi, esattamente quanto avviene nell’aromatasi  iperespressa. Svariati antibiotici ne compromettono la produzione

Posologia
sino ad 0,5 ad  1,5 gr die

Controindicazioni                                                                                                                                       Evitare nei primi 3 mesi di gravidanza e durante l’allattamento utilizzare solo su scelta medica (fondamentalmente per non creare una reattività mitocondriale non fisiologica).
Non sono noti effetti collaterali ne sovradosaggi.

Gli studi in merito a questo derivato inositoloco sono in corso e di preciso non abbiamo certezze ma possima sintetizzare i dati sin qui disponibili. L’inositolo o pseudovitamina B o B7 è prodotto nel rene e fegato e non necessita di integrazione esogena, a patto che sia integra la funzionalità dei suddetti organi. E’ idrosolubile e non è immagazzinato dall’organismo. La sua carenza od eccesso sono rari e non si riportano evidenti sintomi.
Le sue funzioni sono molteplici:
-modula l’utilizzo dell’ insulina (impedendo anche la formazione di steatosi di organi);
-partecipa alla formazione del citoscheletro cellulare;
-contribuisce alle funzioni lipolitiche del sistema nervoso, l’utilizzo del calcio intracellulare, potenziale di membrana cellulare, utilizzo dei  grassi polinsaturi  e persino alcune espressioni geniche.
-è’ necessario per mantenere integre le pareti interne vascolari (stimola produzione di lecitina) forse perché coinvolto nella produzione di elastina;
-gli si riconosce proprietà ipocolesterolizzante.                                                                                        -
Molti studi si concentrano sulla sua efficacia nella sindrome metabolica.
Resta la convinzione che l’organismo ne produca a sufficienza e che l’integrazione esogena sia piuttosto semplice perché presente in quasi tutti i cibi. Pertanto difetti nelle sue funzioni sembrano dovute più ai suoi isomeri ossia derivati biologici, ciascuno dei quali richiede attività metaboliche complesse ed ancora non ben chiare.
Dall’inositolo derivano almeno nove isomeri, e due sono studiati ampiamente:
-myoinositolo (MI) : che equilibra l’uso del glucosio e migliora le funzioni estrogeniche.  Svolge ruoli importanti nella sensibilizzazione ovarica allo stimolo dell’ormone FSH  (quindi estrogeni);
-D-chiro-inositolo (DCI) (5243 studi pubmed) deriva dall’MI, equilibra gli androgeni e modula gli squilibri degli ormoni sessuali. Si ritiene possa modulare il CYP19A1 (gene dell’aromatasi).
In pratica, per quanto attualmente noto il myoinositolo stimola estrogeni mentre il D-chiroinositolo agisce modulando o limitando gli estrogeni.
https://bollettinoginendo.it/wp-content/uploads/2017/12/RaccoltaMonografie_Volume11_2017.pdf  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=chiroinositol+aromatase

Conclusione
Sulla base di questi dati sembra decisamente che il D-chiro-inositolo possa aiutare a contenere l’iperespressione dell’aromatasi ma gli studi sono in corso pur con almeno 239 ricerche pubmed.
Molti composti farmacologici propongono l’associazione dei due isomeri ma per quanto riguarda l’iperespressione dell’aromatasi è come stimolare estrogeni ed antiestrogeni contemporaneamente, laddove differenti ragionamenti possono essere applicati ad altre situazioni cliniche.

Posologia
Usuale specifica : non definita ma genericamente oscilla intorno ai 400 mg die

Controindicazioni
In dosi elevate (riferendosi aspecificamente all’inositolo) possono comparire disturbi intestinali( diarrea, nausea). http://www.societaitalianadiendocrinologia.it/html/news/uso-dell-inositolo-nella-sindrome-dell-ovaio-policistico.asp

Pianta estremamente complessa e dotata di presunte proprietà estremamente importanti ma non verificate dalla ricerca scientifica. Tuttavia le tradizioni popolari millenarie danno spesso risultati basati sull'evidenza pratica anche laddove mancano le verifiche scientifiche accademiche.
http://www.farmacianews.it/la-riscoperta-un-farmaco-della-tradizione-lepilobio/

Proprietà
-specifico per le patologie prostatiche-cistiti-infiammazioni intestinali;
-antiflogistico specifico per iperplasie benigne della prostata.
-uno dei principi attivi dell'epilobio, il miricetolo-3-0-beta-D-glucuronide, ha la particolarità di inibire la liberazione di prostaglandine in eccesso ( anticollagenasi );
-contiene tannini e sembra ciò gli consenta di combattere le infezioni e ridurre le emorragie (metrorragie);
-antidiarroico e attivo per le irritazioni cutanee.
-chhimicamente, la pianta contiene molti composti fenolici-tannini-flavonoidi che sembrano avere effetti antimicrobici;
-miricetina 3-0-glucuronide, ellagitanino, enoteina B  hanno  azione anti-infiammatoria ;
-si dichiarano proprietà anti-cancro (enoteina);
-antiossidante.                                                                                                                                           -sembra possedere proprietà antiaromatasi ed anti 5-alfa-riduttasi;
-gli estratti sono stati valutati nei test biochimici con 5-alfa-riduttasi ed aromatasi, due enzimi coinvolti nell’eziologia delliperplasia prostatica benigna. Gli estratti acquosi hanno mostrato una capacità di inibizione di questi enzimi e le molecole attive sono risultate essere i tannini, enoteina A1, B1 e B2viduale, che possono rappresentare fino al 14% degli estratti della pianta intera.
Altra proprietà è di  inibizione dell'enzima 5-alfa-reduttasi ( converte il testosteorne in DHT   (enoteina a e b inibito sino al 70% ) e si afferma che possa inibire anche l'aromatasi (converte il testosterone in 17-B-estradiolo). In pratica l’enoteina inibisce l’aromatasi e la 5-alfa-reduttasi entrambi coinvolti nelle anomalie ormonali da riduzione del  testosterone libero.
-emolliente e astringente:  coliti, infiammazioni intestinali e diarree.
-diuretico: coadiuvante nel trattamento delle cistiti.
Nuove prove: inibizione della proliferazione delle cellule cancerogene della prostata sono state prodotte nel 2013 da un team di scienziati dell'Istituto di Medicina di Varsavia. (v. link).
Studio su aromatasi ed epilobio http://www.supersmart.com/it--Sistema-Endocrino--Natural-Anti-Aromatase-Support--0608
Contiene quercetina anticoagulante

Controindicazioni
non se ne riscontrano se non in individuali per ipersensibilita

Posologia
T.M. 40 gtt x  2-3-4.  Cps 1x3. Infuso 2 cucchiaini in due tazze die
(prostatrend-prostaben-actipros oti comp oppure t.m. erboristeria magentina)

Controindicazioni
Nessuna, a scopo cautelativo evitare in gravidanza ed allattamento.

E’ inserito nella farmacopea natutopatica come integratore nutrizionale adattogeno ( aiuta il nostro metabolismo in modo ampio e polifunzionale). In realtà parliamo del più complesso e potente farmaco nutraceutico (curativo o preventivo di provenienza naturale) e nutrigenomico ( in grado di attivare migliori funzioni genetiche).
Fungo parassitario di quercie o di castagni, cresce in zone molto umide e calde, risulta utilizzato almeno da 4000 anni dai cinesi (per moltissi secoli veniva utilizzato solo da Imperatori o da appartenenti ad alti ranghi sociali.
E' presente con colore rosso o nero. Quello rosso è immunologicamente più efficace.
E' ricco di componenti farmacologicamente attivi: polisaccaridi, triterpeni, polipeptidi, 16\17 amminoacidi, proteine, steroidi, mannitolo, cumarinici, alcaloidi, acidi organici, e micro-elementi. Ferro, Zinco, Rame, Manganese, Magnesio, Potassio, Calcio, Germanio 132 , Vitamine B in particolare folina; Steroli precursori ormonali;• Sostanze  anti istaminiche, Triterpeni:- Acido Lucidenico;- Acido Ganodermico;- Acido Genolucido.Contiene comunque più di 150 antiossidanti, più di 200 fattori  nutrizionali.

Su questo fungo, studiatissimo in tutto il mondo, sono disponibili  molte  e concrete ricerche sulla sua efficacia su pubmed :

Ganoderma lucidum  hypoglycemic   47
                              lipolysis             1
                              obesity             12
                                prostate            43
"                      "          cancer             410   (in settori di ricerca non selettivi)
"                    "          autoimmunity  (appare anche idoneo nelle patologie autoimmuni)
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=ganoderma+lucidum++autoimmunity http://www.dionidream.com/ganoderma-lucidum-reishi-elisir
Inoltre da da pubmed  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27134645 sembra contrastare anche il lupus.

Possiamo sintetizzare affermando che è fra gli adattogeni più noti al mondo, insieme all’astragalo ed alla whitania somnifera. ‘E opportuno riassumere le propretà che gli vengono accreditate.
Viene usualmente proposto dalla medicina popolare asiatica principalmente:
- quale ipotensivo, antiaggregante piastrinico, anticolesterolo, antisteatosi, immunostabilizzante, antistaminico, epatoprotettore, stimolo immunologico (citochine), adattogeno, vaso e cardio protettore (auemnta il microflusso ed aumenta la cessione di ossigeno);
- quale ipoglicemizzante;
- è forse l’unica sostanza al mondo che assorbe e rielabora il germanio inorganico 132 e lo trasforma nel miracoloso sesquiossido di germanio organico o g132, le cui proprietà sono ancora in corso di studio;
- determina un abbassamento della pressione arteriosa, una riduzione del colesterolo nel sangue ed una inibizione dell’accumulo di placche aterosclerotiche nelle pareti dei vasi sanguigni;
- epatoprotettore, antibiotico naturale, contrasta l'acidosi metabolica, gastroprotettore (aumenta il muco + inib (TNF) ipoglicemico, antinfiammatorio e normo pressorio;
- specifico per le patologie della tiroide, prostata, acne, psoriasi, normalizza gli ormoni estroprogestinici, contrasta l'herpes zoster;
- dimagrante ( ciò è possibile solo riattivando  la lipolisi).
Inoltre a ricerche più recenti (2019): stimola il sistema immunitario (funzionalità dei linfociti T e natural killer) rendendolo meglio capace di contrastare cellule infettate da virus ma anche cellule genericamente disfunzionali (quindi neoplastiche).  https://melligo.it/2018/10/09/ganoderma-lucidum-prorieta-benefici/

Ma come fa ad agire su tanti aspetti metabolici? Si può rispondere con una ulteriore domanda.
Quante sono ancora le cose che non sappiamo o non capiamo sul metabolismo umano?
Per fare un paragone, se parlassimo di “materia oscura dell’universo “ questa costituisce l’85% dell’universo e della materia, anche se noi non possiamo vederla ne siamo coinvolti.
Questo fungo appartiene al mondo naturale e può benissimo agire su squilibri che ancora non conosciamo nemmeno, o, se pure li conosciamo, non sappiamo come gestire con gli attuali farmaci di sintesi.

Possibili considerazioni metaboliche
Queste proprietà sono compatibili solo con un ripristino (sostegno) a particolari funzioni metaboliche legate alla catena respiratoria intracellulare, ossia consentendo all'energia biologica di essere ricavata prima dagli zuccheri, poi dai grassi (proteggendo la lipolisi, laddove qui si inenscano le peggiori anomalie genetiche o metaboliche) risparmiando il consumo delle proteine (fenomeno, frequente quando la lipolisi non si attiva normalmente, come nelle varie forme di sindromi metaboliche).

Effetti collaterali
Non sono riportati in letteratura particolari effetti tossici se non occasionali problemi digestivi ed eruzioni cutanee in soggetti sensibili. Una certa cautela deve essere osservata dai pazienti in terapia anticoagulante per gli effetti di fluidificazione sanguigna tipici del fungo. I pazienti in cura con ipoglicemizzanti devono anche essere consapevoli dei potenziali effetti di riduzione della glicemia attribuibili al fungo. Inoltre, trattandosi di una sostanza ad effetto immunomodulante deve essere usato con cautela o evitato nei pazienti trapiantati o in trattamento con immunosoppressori in quanto si sovrappone ed interferisce. 

Controindicazioni
Patologie in cui stanno agendo immunosoppressori (trapianti di organo etc.) Teniamo presente che viene riportato come utile anche in patologie autoimmuni.
Al solito non puo essere somministrato in gravidanza ed allattamento per mancanza di ricerche in questi ambiti.

Posologia
Non è inteso come farmaco ma come fungo commestibile (ne abbiamo anche in europa come ad esempio il pleurotus che pur utilizzabile quale cibo è anche dotato di complesse proprietà terapeutiche). Si propongono  integratori di estratto in polvere di circa 2 gr die.  

Pianta rampicante tropicale annuale diffusa in Asia ed Africa (commestibili frutti, foglie e semi)). Contenuto molto nutriente in fosforo, ferro, calcio, vitamine A, B e C, beta carotene e potassio. Storicamente utilizzata nella medicina ayurvedica con ( si ipotizza polipeptide-P) abbia effetti simili all'insulina. Fonte inestimabile di micro e macro nutrienti: proteine, flavonoidi (luteina e zeaxantina), vitamine (vitamina C e acido folico, potassio, fosforo, ferro, calcio e zinco. 17 kcal/100 g).
Dai frutti si ricavano glicosidi, licopene, flavonoidi, citrullina, saponine, alcaloidi, oli aromatici, triterpeni, mormodicina, proteine, lecitine, citochine, acidi grassi, charantine, tutti dotati di attività ipoglicemizzante. Sia il frutto, che le foglie ed i semi sono molto nutrienti.
Secondo alcuni studi condotti dai ricercatori della Facoltà di Farmacia della Mahidol University di Bangkok, alcune proteine (MRK29) presenti nella momordica avrebbero la capacità di inibire dell'82% la replicazione virale dell'HIV ed il virus della poliomielite.

Si utilizzano i frutti, foglie semi.Estratto titolato dei semi. Polifenoli almeno al 3%

Proprietà
*Attività anti-ulcera, attività antibatterica contro l'Helicobacter pylori;
*ipoglicemizzante antidiabetica e nell’ ipercolesterolemia e diminuisce i lipidi;
*sembra idonea contro la così detta “sindrome metabolica” intesa come: insieme di fattori di rischio per patologie coronariche, vasculopatie, ictus e diabete, obesità centrale (tessuto adiposo in eccesso intorno all'addome), colesterolo elevato, placche ateromatose, insulino-resistenza, ipertensione arteriosa, e stato pro-infiammatorio dei tessuti generalizzato.  Test con 400 mg al giorno per 15 giorni riduce in modo significativo il tasso di glucosio nel siero (prelevato dopo pranzo) nell' 86% dei casi, e la glicemia a digiuno, nel 5% dei casi in 100 pazienti affetti da diabete di tipo 2.
*probabile attività pancreatica digestiva della lipasi e amilasi
*attività antitumorale: studi preliminari (in vitro e in vivo) aveva ridotto la cancerogenicità indotta dalla perossidazione lipidica nel fegato, aumenta il glutatione-S-transferasi, glutatione-perossidasi e catalasi (P <0,001);
*antipolio alcune sue sostanze sembrano attive in tal senso;
*attività antitumorale;
Su pubmed: 982 ricerche, 11 sulla sua correlazione con la sindrome metabolica, 44 su obesita, 10 su lipolisi, 9 estrogeni con potenzialità di riequilibrio o inibizione, 2 collegate alla dopamina ed ad una attività neuormodulante.
Emerge che possiede attività: ipoglicemica ( grazie ad un composto carantina  che forse aumenta la glicogenolisi epatica.) peraltro l’effetto ipoglicemico appare lento e progressivo.                                Inoltre antinfiamamtoria immunstimolante, antistaminica, ipolipidica, diminuisce l’acido urico, è un detossificante, contrasta efficacemente la sindrome metabolica, modula l’obesità lipidica (sembra che limiti la conversione degli zuccheri in grassi limitando l’acido grasso sintasi. Si riporta che limita la conversione di zuccheri in grassi, ma questa situazione è possibile solo inibendo l’aromatasi.  Le sue proprietà immunomodulanti coinvolgerebbero anche i virus.
Agisce contro l’insulino resistenza.
Forse stimola l’adiponectina.                                                                                                                        Viene proposta nelle patologie autoimmuni e ciò è molto poiché ben poche sostanze hanno questa proprietà.

Contenuto
Vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6 e vitamina C. Contiene inoltre folati, beta-carotene, luteina e zeaxantina, 2 composti con proprietà antiossidanti.
http://www.charantia-shop.it/CHARANTIA/Pagina-/-Categoria
Sindrome X-sindrome metabolica (sindrome di insulino-resistenza oppure sindrome di REAVEN) è caratterizzata da un gruppo di fattori di rischio metabolici in una persona. Questi includono l'obesità centrale (tessuto adiposo in eccesso e intorno all'addome), dislipidemia aterogenica, insulino-resistenza o intolleranza al glucosio, stato pro-trombotico (per esempio, valori alti di inibitori nel sangue di attivatori del fibrinogeno o del plasminogeno), elevata pressione arteriosa (130/85 mm Hg o superiore) e uno stato pro-infiammatorio (ad esempio, elevata sensibilità alla proteina C-reattiva nel sangue). Le cause principali di questa sindrome sono sovrappeso e/o obesità, inattività fisica e fattori genetici (per iperespressione dell’aromatasi). Le persone con questa sindrome metabolica sono ad alto rischio di malattie coronariche, altre malattie legate all'accumulo di placche nella parete delle arterie (ad esempio, l'ictus e le malattie vascolari periferiche) e diabete di tipo 2. E' documentato che questa sindrome puo essere attivata dal fruttosio. E' stato dimostrato che l'estratto di melone amaro (400 mg / die per 15 giorni) prevenga l'iperglicemia (63,5 mg / del versus 75,78 mg / dl, (p <0,001) e l'iperinsulinemia (7,78 ng / dl contro 15,04 ng / dl nei controlli, P <0.001) nei ratti nutriti con una dieta a base riso di fruttosio.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24227474….2014…
Possiede un effetto simile agli antidepressivi , serotonergico (recettore 5-HT2), noradrenergico (α1- e α2-adrenoceptors), dopaminergico (recettore D2) e muscarinico e colinergico e un ansiolitico effetto simile che potrebbe comportare un'azione sul recettore del tipo benzodiazepina. Cio è plausibile e coerente con òa riattivazione di funzioni opposte all’aromatasi

Posologia
Le polveri secche e gli estratti non sono ben definiti. Alcuni studi ritengono che l'estratto acquoso di base è più efficace; un altro studio afferma che una attività significativa è stata confermata per gli estratti alcolici (sempre T.M.), così come i frutti secchi in polvere in altri studi. Forse l'estratto alcolico potrebbe dare un'attività a più ampio spettro. Le foglie del melone amaro sono comunemente usati come decotto. Una tazza di foglie viene bollita in tre tazze di acqua fino a ridurla a una tazza.  Questo decotto è preso da una a tre volte al giorno. Il frutto è anche mangiato fritto o preso come un succo,tuttavia, poiché è estremamente amaro è  spesso preso sotto forma di polvere di frutta secca, o come estratto alcolico o acquoso secco in tavolette o capsule. Il dosaggio della polvere secca in capsule varia da 3-15 g al giorno. Il dosaggio dell'estratto standardizzato ha una variazione che è tipicamente 100-200 mg tre volte al giorno.l'estratto e del farmaco varia da 4:1 a 20:1. Gli estratti sono generalmente standardizzati al 3-7% del composto melone amaro e 0,5-1% charantina.

Controindicazioni
Solo la concomitante assunzione di ipoglicemizzanti. In dosi eccessive può dare problemi intestinali.a causa di alcuni alcaloidi. Nelle gestanti può causare aborto.

Ovviamente evitare in allattamento e in bambini sotto i 12 anni salvo scelta medica
http://www.charantia-shop.it/CHARANTIA/Pagina-/-Categoria

https://www.riza.it/benessere/integratori/7060/momordica-proprieta-principi-attivi-controindicazioni.html

Il sulforafano è un composto isotiocianato presente nei broccoli, cavoli e cavolini di Bruxelles, verza, cavolo rosso, cavolo cappuccio, rucola. Diviene attivo solo per trasformazione della glucorafanina (contenuta nelle suddette verdure), tramite l’enzima mirosinasi (anch’esso presente nelle stesse verdure) ma perché tale processo avvenga è necessario che le piante siano crude (appena scottate a vapore) poiché la mirosinasi si perde con la cottura prolungata (anche la congelazione sembra inattivarla). Essendo l’intervallo di cottura utile molto labile, il tempo utile è circa 3 minuti a vapore o masticazione prolungata a crudo. Comunque la cottura breve a vapore è già una condizione accettabile per conservare il sulforafano dei broccoli.
Studi molteplici, pur insufficienti, documentano che nei germogli di broccoli la concentrazione della sostanza è sino a 100 volte maggiore permettendone una assimilazione pur incompleta. Si ritiene inoltre che anche dai broccoli cotti si può ricavare una discreta quantità della sostanza a patto di aggiungere elementi piccanti (senape o peperoncino, vedi British Journal of Nutrition per presenza di mirosinasi nelle spezie piccanti).

Proprietà
-Debole inibitore dell'attività dell'enzima CYP1A1 (aromatasi) co responsabile indiretta della trasformazione del testosterone in DHT tossico.
-Il sulforafano è stato trovato in grado di attivare le Heat Shock Response Protein (shp) attraverso l'induzione selettiva di HSP27, in pratica è un potente antiossidante da stress metabolico intracellulare.
-Sembra in grado di incrementare il rilascio di glicerolo per lipolisi e di incrementare l'mRNA degli enzimi Hormone Sensitive Lipase (HSL).
-Ternde a modulare il metabolismo del glucosio. (99 ricerche su  pubmed).
-Sembra agire come un antinfiammatorio per inibizione della traslocazione del NF-κB proinfiammatorio ed è stato proposto come trattamento adiuvante per l'artrite reumatoide.
-Agisce come inibitore delle istone deacetilasi e viene indicato utile nel cancro alla prostata, dove grazie anche alla sua capacità di rilasciare H2S, si è mostrato in grado di attivare le tre maggiori MAPKs (ERK, JNK, p38) ed inibire la risposta all'azione degli ormoni androgeni, dei processi metabolici implicati nella patologia. Dal National Cancer Institute, il dr. Dashwood e i suoi collaboratori della Oregon State University hanno scoperto che un particolare enzima presente nelle cellule tumorali della prostata (SUV39H1), è inibito dal sulforafano (si ipotizza anche per il ca prostatico in stadio avanzato). https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31555797. Riguardo la prostata le ricerche attuali (7-2018)   sugli lncRNAs (Rna non codificante, frammenti di RNA in passato ritenuti non codificanti o spazzatura) quando alterati (o “attivati”) tendono a trasformare le cellule prostatiche sane in maligne ed a favorirne la diffusione. Crescente evidenza mostra che gli lncRNAs (sono migliaia) sono essenziali nello sviluppo e differenziazione delle cellule e, quando deregolati, possono essere coinvolti nei tumori. Uno di questi lncRNAs (LINC01116) è alterato nelle patologie tumorali prostatiche ed è ridimensionato dal Sulforafano
-Si è inoltre dimostrato, in studi su animali, in grado di proteggere i reni dall'azione di alcune tossine.
-Studi molteplici lo indicano come inibitore della proliferazione delle cellule tumorali (1024 ricerche pubmed).
-Partecipa nell’ inibire lo sviluppo dell’helicobacter Pylori.
-Il sulforafano ha negli esseri umani una alta biodisponibilità del 74%, ed assorbito nel giro di un'ora .
-Agisce potenziando la riserva tissutale di glutatione.
-Viene indicato quale supporto in patologie molteplici: degenerazioni neurologiche, leucemie, diabete, degenerazione maculare e molto altro.   

DIM + INDOLE-3-CARBINOLO
Nelle verdure sopraesposte, per assimilare sulforafano vengono assimilate altre particolari sostanze terapeutiche in particolare il  diindolilmetano (DIM) ( http://www.supersmart.com/it--Sistema-Endocrino--DIM-(diindolilmetano)--0476)   che insieme al suo precursore, l'indolo-3-carbinolo (I3C), ha effetti modulatori degli estrogeni e parziali inibtori dell’aromatasi  che conseguentemente contrastano il DHT ossia testosterone patologico per la prostata nonché nelle iperespressionie strogenico-aromatasico femminili . Si suppone sia un bilanciatore estro-testosterone- progesterone

I broccoli, insieme al sulforafano contengono phenethylisothiocyanate (PEITC): tale estratto può essere usato contro il tumore del colon. Numerosi studi hanno mostrato che dei componenti specifici isolati di legumi cruciferi, come i broccoli o i cavoli, che includono il diindolimetano, o DIM, ed il suo precursore, l'indolo-3-carbinolo (I3C), hanno degli effetti benefici, modulatori degli estrogeni e anticancerogeni. Nel 1975, il DIM è stato identificato come un indolo naturale che influisce sul metabolismo di prodotti chimici cancerogeni. Altri studi hanno confermato questi primi lavori e hanno mostrato la capacità del DIM di proteggere da elementi cancerogeni dell'ambiente.
https://nootriment.com/it/indole-3-carbinol-review/
Indole-3-Carbinol (nello stomaco si converte in diindolilmetano. Sembra stimoli l'apoptosi e antitumorale.
Siccome interferisce con il CP450 può alterare l'assimilazione di altri farmaci

Indole-3-Carbinol, Testosterone e l'enzima aromatasi

https://www.prodottiparafarmaciaonline.it/notizie/823039487745984_1816778221705434

ua (idrolizzato), si forma la molecola attiva chiamata indole-3-carbinol che e' un forte nutraceutico per regolare equilibrio ormonale sia nelle donne, che negli uomini.
Inoltre e' una sostanza molto ricca di Zolfo un minerale molto importante per il nostro corpo, deputato alla formazione di aminoacidi solforati precursori del collagene, articolazioni, fluidificante dei bronchi, precursore del glutatione antiossidante endogeno più potente mai conosciuto.

Indole-3-Carbinol è in continua sperimentazione farmacologica , sono stati studiati dai ricercatori per capire il possibile meccanismo di azione anti-cancro, equilibrio ormonale tra Estrogeni, e Testosterone, regolarizzazione Aromatasi citocromo P450, effetti antiossidanti , epatoprotettori ed antinfiammatori.
Potrebbe prefenire cancro alla Prostata, Seno, Colon , Fegato. sempre associato ad una alimentazione funzionale.
Controindicazioni all’utilizzo dei concentrati di germogli di broccoli : non ne sono noti

Posologia degli integratori
Sconosciuta ed in genere ci si limita a 1000-1500 mg die ma non si reperiscono documenti che ne dichiarano gli effetti da sovradosaggio.
*80 ricerche su pubmed https://www.artoi.it/farmaci-naturali/sulforafano/

(4438 ricerche pubmed)
Per trasformazione biologica (endogena) diviene UBICHINOLO

Coenzima liposolubile del gruppo degli ubichinoni   attiva il turnover degli elettroni nei mitocondri ed è centrale per il krebs (fosforilazione ossidativa cellulare e produzione aerobica ATP).
Si ritrova ed è prodotto nelle membrane del reticolo endoplasmatico, lisosomi e all'interno della membrana dei mitocondri a partire dall’Acetil CoA. Ed è necessario che la cellula sia in buona salute per produrlo sufficientemente e la senescenza (come tutte le patologie metaboliche croniche) genera inevitabilmente diminuzione della produzione dell’ubidecarenone.

Proprietà
Le sue funzioni sono talmente essenziali che non v’è articolo che possa descriverle sufficientemente.
-Molto presente nelle cellule muscolari (comprese le cardiache) è fondamentale per proteggere l’equilibrio cellulare sotto sforzo metabolico.
-Accettore di radicali liberi è un potentissimo antiossidante e stabilizzante la membrana cellulare nonché le funzioni osmotiche intra extracellulari.
-Modula e limita la biotrasformazione dell'acido arachidonico con formazione di trombossani e leucotrieni, a loro volta dannosi per la cellula muscolare (eccesso di proteasi).
-Qualsiasi sindrome dismetabolica cronica tende a generare carenza del Q10.
-Indispensabile in qualsiasi evento a carenza muscolare (quale è l’evento iperaromatasi).
-Consigliato per patologie pediatriche croniche (http://www.ospedalebambinogesu.it/ubidecarenone-uso-orale) ove si presume che il consumo di tale enzima sia maggiore o la quota prodotta insufficiente.
-Si considera di somministrarlo in ogni forma in cui si presuppone un suo “deficit congenito o acquisito”.
-E’ un lipolitico netto idoneo per qualsiasi situazione di eccesso di liposintesi (73 ricerche in pubmed :https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28811612) e specifico nell’eccesso di deposito lipidico su base metabolica.
-Massimo scavenger da tossine endogene e secondariamente migliora il sistema immunitario.
-E’ il principale regolatore redox (funzioni ossidoriduttive e acido base) del corpo umano.
-La sua carenza è collegata all’età (diminuisce con l’avanzare degli anni), e tale carenza viene collegata a molteplici patologie cronico degenerative.
-Indispensabile per attivare i processi apoptotici e la sua carenza genera necessariamente anarchia cellulare per disfunzione dell’apoptosi di cellule alterate.
-Le malattie degenerative cerebrali sono associate ad una carenza del Q10.
-Antitumorale e inibente le metastasi (287 ric pubmed) ttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31989689
-In prima considerazione è la teoria dello stress ossidativo (2015 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25834301). Solo la presenza di antiossidanti intracellulari fondamentali (primi il glutatione e l’ubidecarenone) impedisce la formazione del superossido da stress ossidativo e solo una cellula in salute puo produrre sufficiente ubidecarenone che, a sua volta, stimola l’equilibrio e produzione del glutatione.
Tanto per rammentarlo: il glutatione è fra i massimi se non il primo disintossicante e chelante umano e se diminuisce per diminuzione del Q10, l’organismo genera patologie metaboliche croniche secondarie.
Alcune sostanze inibiscono la produzione del Q10: statine (sino al 40%), betabloccanti,
http://www.sisalombardia.it/sisa_novitaletteratura_200408/popup_3.htm

UBICHINOLO
E’ la conversione ridotta dell’ubichinone e non dovrebbe essere necessario ingerirlo in quanto teoricamente l’organismo lo produce per trasformazione dell’ubichinone. La sua efficacia è valutata come altamente superiore all’ubichinone (persino il 200-300%) ed ha altre proprietà fra cui quella, quasi unica, di essere un antiossidante lipidico.
La questione non è purtroppo lineare poiché si conoscono molteplici polimorfismi che impediscono la fisiologica trasformazione biologica. Dati web di facile accesso lo confermano: https://www.analisidelsangue.net/ubichinolo/
I giovani più facilmente convertono in ubichinolo. I polimorfismi possono persino impedire questa conversione. Si dichiara che i cinesi abbiano una forte tendenza al polimorfismo inibitorio verso questa trasformazione necessaria (esistono anche test genetici in merito).
Tuttavia, un polimorfismo genetico causa sintomi evidenziabili sin dalla prima infanzia mentre ipotizzare che l’anziano abbia meno capacità di eseguire la conversione é opinabile.
In conclusione possiamo ipotizzare che in situazioni particolari o negli anziani sia preferibile integrare direttamente l’ubichinolo invece che l’ubichinone ma tale scelta non può essere routinaria. 

Dosi usuali
25-50 mg ma aumentabile sino a 300 mg die. Rammento che il Q10 non cura le cause primarie ma la sua carenza, tanto più progressiva può richiedere un supporto persistente in dosi da definire.

Controindicazioni
Gli effetti collaterali più frequenti sono intestinali con dolore epigastrico, nausea, diarrea ma è plausibile pensare che ciò può conseguire a reazioni avverse collegate a patologie sottostanti poiché questo enzima non può avere effetti collaterali reali se non una ipotetica condizione di eccesso. Rari eventi di eruzioni cutanee (aumento microcircolo dermico per riattivazione della fase sol del connettivo). Evitare nei primi 3 mesi di gravidanza ma viene proposto di supporto anche durante l’allattamento (salvo motivazioni del pediatra)
Non sono descritti (http://www.ospedalebambinogesu.it/ubidecarenone-uso-orale) casi di sovradosaggio.

Interpretazione biotipologica-genetico-metabolica
Coseguentemente alle premesse dei paragrafi precedenti, possiamo meglio analizzare il composto aroma.mu inserendo alcuni concetti “embriologico-biotipologici” cari al costituzionalismo omeoterapico e utili per un ragionamento genetico.
Rimandiamo alcuni aspetti tecnici al paragrafo “possibili meccanismi causali” ove anticipiamo tre contemporanei aspetti terapeutici del nostro composto allorchè interpretati anche  da un punto di vista genetico-embriologico.
In sisntesi l’embriologia mostra lo sviluppo dei tre foglìetti embrionali definendo quattro possibili “varianti metaboliche”:
a)Anomalie genetiche.
b)Prevalenza ectodermica (magro con molte carenze nutrizionali).
c)Prevalenza endodermica (sovrappeso e squilibri digestivi).
d)Prevalenza mesodermica (muscoloso con alto dht).
In ciascuna delle quattro condizioni genetiche, esiste una potenziale tendenza all’iperespressione dell’aromatasi ma con meccanismi ormonali ben differenti.

Vediamo in dettaglio.
a)Il soggetto magro ha carenze  ormonali da “esaurimento metabolico“ con carenze ormonali multiple (DHEA basso, progesterone basso, insufficienza tiroidea di luga data, etc.) . L’iperaromatasi si sviluppa per insufficienza ormonale generale su cui non appaiono evidenti i sintomi del sovrappeso, semmai della denutrizione (anche se spesso dichiarano uno strano sovrappeso addominale).
L’ubidecarenone, la carnitina ed il ganoderma lucidum, contenute nel composto hanno la specifica funzione di sostenere il metabolismo cellulare debilitato.
b)Il soggetto usualmente in sovrappeso presenta tutti i sintomi classici di un’iperaromatasi da alimentazione sbagliata\eccessiva, carente movimento, eccesso di zuccheri ed anche da polimorfismo genetico. In questo ambito si giustificano le sostanze antiaromatasi : sulforafano, epilobio, momordica c, D- chiro- inositolo.
c)Il soggetto iperandrogeno, è muscoloso ma con sintomi da iperaromatasi conseguente a compensazione ad un eccesso genetico in testosterone e DHT. Questo contesto è di difficile gestione e riteniamo che un aiuto possa provenire solo dalla whitania somnifera e dal ganoderma lucidum ( similare nelle funzioni al cordiceps).
Il composto aroma.mu si presta utilmente per affrontare i tre differenti e complementari aspetti dell’iperespressione dell’aromatasi ed il terapeuta può aggiungere molto con un intervento mirato tramite “terapia complementare e\o parallela”.

Di seguito alleghiamo una griglia interpretativa delle proprietà biotipologiche del nostro composto
Abbiamo utilizzato i termino propri al costituzionalismo omeoterapico e quello embriologico genetico
Ne cosegue:
FLUORICO corrisponde ad una situazione di ANOMALIE GENETICHE (autoimmuni o altro)
FOSFORICO indica prevalenza ECTODERMICA  nell’adulto
CARBONICO implica prevalenza ENDODERMICA
SULFURICO equivale a prevalenza MESODERMICA

Ciascuna sostanza naturale utilizzata ha proprietà prevalente verso uno o più condizioni embriologiche